Alla scoperta dell'eleganza senza tempo dellarredamento giapponese

Chi ha la passione per l’ interior designer sa quanto siano affascinanti i diversi stili di arredamento e le loro caratteristiche uniche. Uno stile che ha attirato particolarmente l’attenzione degli amanti dell’arredo è quello dell’arredamento giapponese. La semplicità, l'eleganza e la funzionalità dei mobili giapponesi li hanno resi una scelta popolare non solo in Giappone ma anche nei Paesi occidentali. In questo articolo approfondiremo la storia, le caratteristiche e i principi di design dell’arredamento giapponese per aiutarvi a scoprire l'eleganza senza tempo di questo stile di arredamento.

Introduzione all’arredamento giapponese

L’arredo giapponese, anche conosciuto come arredamento zen, è noto per il suo minimalismo, la funzionalità e l'armonia con la natura. I giapponesi hanno un profondo apprezzamento per la semplicità e la bellezza, che si riflette nei loro mobili e nel loro modo di arredare casa. Arredare in stile giapponese significa abbandonare il superfluo e ricercare la serenità nell’ambiente in cui si vive, lavorando sulle energie positive attraverso lo studio e l’applicazione delle regole del Feng-Shui. I mobili in stile giapponese sono progettati per essere funzionali e confortevoli, ma anche esteticamente piacevoli; ma l'aspetto più importante che caratterizza l’arredamento giapponese è la scelta dei materiali: i mobili giapponesi sono realizzati con materiali naturali come il legno, il bambù, la paglia di riso e la carta e scelgono tessuti come il cotone, la canapa ed il lino; questi materiali contribuiscono ad aumentare il fascino organico.  Il legno è utilizzato per le strutture dei mobili, il bambù è impiegato per le gambe e gli elementi decorativi, infine la carta è utilizzata per gli schermi shoji e i paralumi. I mobili sono inoltre progettati per essere facilmente smontati, il che li rende facili da spostare e da riporre; questa necessità nasce dal fatto che le case in Giappone sono molto piccole e per questo motivo un ambiente viene utilizzato per svolgere più attività quotidiane; inserendo elementi d’arredo leggeri e facili da spostare e riporre è possibile utilizzarli solo all’occorrenza; uno degli esempi più pratici è il letto. Il letto giapponese è composto dal tatami e dal futon; i giapponesi che vivono in case piccole solitamente al mattino ripiegano il proprio tatami pieghevole e il proprio futon e lo ripongono in un armadio apposito, lasciando libero il passaggio. 

Storia dell'arredamento giapponese

La storia dei mobili giapponesi può essere fatta risalire al periodo Jomon (14.000 a.C. - 300 a.C.), in cui i mobili erano realizzati con materiali naturali come legno, pietra e argilla. Durante il periodo Nara (710 d.C. - 794 d.C.), i giapponesi furono introdotti al buddismo, che influenzò notevolmente il loro stile di arredamento. I mobili divennero più intricati e decorati, con l'uso di lacche e foglie d'oro. Durante il periodo Heian (794 d.C. - 1185 d.C.), i mobili divennero più raffinati ed eleganti, con l'uso di materiali naturali e disegni semplici.

Nel periodo Edo (1603 d.C. - 1868 d.C.), i mobili divennero più funzionali e minimalisti, riflettendo i valori dell'epoca. In questo periodo fu introdotta la stuoia tatami, utilizzata ancora oggi. La stuoia di tatami serviva come materiale polivalente per la pavimentazione e veniva utilizzata anche come base per i mobili. In questo periodo fu introdotto anche lo schermo shoji, una porta scorrevole fatta di carta e legno. Lo schermo shoji permetteva di mantenere la privacy e di far entrare la luce naturale nella stanza; questo complemento d’arredo giapponese è stato “occidentalizzato” e proposto come tenda a pannello giapponese.

Caratteristiche dei mobili giapponesi

Come anticipato, le caratteristiche dei mobili giapponesi sono la semplicità, la funzionalità e l'armonia con la natura. I mobili giapponesi sono progettati per essere comodi e funzionali, ma anche esteticamente piacevoli e realizzati con materiali naturali; esistono diversi tipi di mobili giapponesi, ognuno con caratteristiche e usi unici. I tipi più comuni di mobili giapponesi sono il tatami, lo shoji, il chabudai e lo zabuton.

Tatami

Il tatami è una pavimentazione tradizionale giapponese fatta di paglia di riso e ricoperta da una stuoia di giunco intrecciata. Il tatami serve come base per i mobili e viene utilizzato anche come materiale per la pavimentazione. I tatami sono comodi per sedersi e isolano dal freddo del pavimento.

Shoji

Lo schermo shoji è una porta scorrevole fatta di carta di riso e legno. Il paravento shoji consente di mantenere la privacy e di far entrare la luce naturale nella stanza; gli schermi shoji sono comunemente usati come divisori di stanze e spesso sono decorati con disegni a mano che richiamano lo stile giapponese.

Chabudai

Il chabudai è un tavolo basso di circa 20/30, quindi per utilizzare questo tavolo occorre sedersi sul tatami o sul zabuton; il Chabudai viene utilizzato per pranzare o come tavolo da lavoro; è tipicamente in legno ed è progettato per essere facilmente smontato.

Zabuton

Lo zabuton è un cuscino tradizionale giapponese usato per sedersi sul tatami; infatti se si utilizzassero le sedie tradizionali il tatami si rovinerebbe. Oltre a fungere da seduta, lo zabuton viene utilizzato per la meditazione o se messi insieme per formare un comodo “divano”. Lo zabuton è tipicamente riempito di cotone e ricoperto da un tessuto decorativo e solitamente misura 50 x 50 cm.

Ricordiamo che l’arredamento giapponese non lascia nulla al caso e tutti i suoi complementi d’arredo sono pensati per la salute psico-fisica di chi vive all’interno della casa; ad esempio, l’atto di sedersi sul pavimento invoca la connessione con la terra che permette di ritrovare quiete, equilibrio e benessere.

La popolarità dei mobili giapponesi nella cultura occidentale

I mobili giapponesi sono diventati sempre più popolari nella cultura occidentale grazie alla loro semplicità ed eleganza. La distanza tra oriente e occidente si è accorciata sempre di più e proprio come per il cibo, l’occidente sta iniziando ad apprezzare di più gli aspetti orientali, tra cui l’arredamento. Inoltre il design minimalista dei mobili giapponesi si adatta bene agli stili di arredamento moderni e l'uso di materiali naturali contribuisce al fascino in quanto, anche in occidente, si fa sempre più attenzione alla scelta dei materiali e alla salvaguardia dell’ambiente. Grazie alla popolarità dei mobili giapponesi c’è stato un aumento della domanda e oggi ci sono molti rivenditori specializzati, sia fisici che online,  di mobili giapponesi.

Dove acquistare i mobili giapponesi

Esistono diversi rivenditori specializzati in mobili giapponesi. Uno dei rivenditori più popolari è Muji, un negozio giapponese di mobili e articoli per la casa. Un altro rivenditore popolare è IKEA, che ha una linea di mobili di ispirazione giapponese. L’arredamento giapponese IKEA ovviamente riproduce solo l’estetica di questo stile d’arredo; per acquistare mobili giapponesi originali è importante rivolgersi a rivenditori specializzati. Se vuoi acquistare l’arredamento giapponese online puoi visitare siti come viverezen, futon.it o sakurasanshoponline. Se stai cercando invece negozi fisici nella tua città, ti basterà scrivere ad esempio arredamento giapponese Milano  o arredamento giapponese Roma su Google, per trovare i rivenditori di zona. Tra i negozi più conosciuti di arredamento giapponese a Milano, per esempio, troviamo Cinius, in Corso di Porta Ticinese, 89. Se invece stai cercando negozi di arredamento giapponese a Roma, puoi visitare il negozio Yaki in via di S. Maria del Pianto, 55.

Cura dei mobili dell’arredamento giapponese

I mobili appartenenti all’arredamento giapponese, come visto prima, sono in genere realizzati con materiali naturali, che richiedono una cura particolare. Per mantenere i mobili giapponesi al meglio, è importante evitare la luce diretta del sole e l'umidità ed evitare l'uso di prodotti chimici o detergenti aggressivi, poiché possono danneggiare i materiali naturali. Per garantire la pulizia corretta dei mobili giapponesi, senza però rovinarli, utilizzate un panno morbido e prodotti di pulizia delicati come ad esempio l’aceto di mele.