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(Agg. 04 Maggio 2021),

Cognitive Building: le caratteristiche di questo edificio

Con l’espressione “Cognitive Building” si indica un tipo di edificio dotato di funzioni molto originali, che hanno a che vedere con un grado elevatissimo di tecnologia. Non vanno però confusi con i cosiddetti “smart building”, sebbene a volte venga utilizzata la stessa espressione per indicarli.

Ulteriore denominazione che può aiutare a capire il concetto in questione è quello di “edificio intelligente”. Precisamente, si tratta di un immobile dotato di impianti tecnologici e in grado di provvedere al massimo confort delle persone che vi abitano. Oltre a questo è bene sottolineare che “smart building” non è proprio sinonimo di “cognitive building”, per il semplice fatto che il secondo supera, per funzionalità e per qualità, il primo concetto.

Cognitive Building: di che cosa si tratta esattamente

Il Cognitive Building letteralmente può essere tradotto con “edificio intelligente”, per le numerose funzioni che vi sono. Si tratta di un tipo di immobile considerato come un vero e proprio slancio verso il futuro e in grado di garantire numerosi confort per diverse persone che abitano al suo interno.

Addirittura alcuni “edifici cognitivi” sono in grado di dialogare con i propri inquilini, come se si trattasse di immobili robotici, intelligenti, appunto.

Secondo la definizione degli esperti, si tratta di una vera e propria evoluzione dello smart building, quindi di un importante passo avanti nella cosiddetta categoria “building automation”, che si occupa di realizzare immobili automatizzati. In realtà per definire un Cognitive Building si può usare anche la denominazione “responsive building”, adoperata soprattutto in ambito accademico.

Questo tipo di edifici per ora sono maggiormente diffusi nel settore terziario e meno in quello abitativo, anche se costituiscono, come già accennato, le possibili “case del futuro”.

Per adesso tali immobili vanno di apri passo con il concetto relativo ai veicoli che presentano una certa autonomia della guida, quindi una specie di pilota automatico. Tali mezzi per ora vengono lasciati a disposizione pubblica, come gli edifici in questione.

Questi ultimi infatti, siccome sono ancora in fase di sviluppo e dovranno essere modificati, studiati, analizzati e subire delle evoluzioni, per ora sono presenti in apposite aree destinate ad uso collettivo, dove le persone potranno provarli e utilizzarli.

Le caratteristiche principali di questi edifici particolari

Tra le caratteristiche più importanti di questi immobili vi sono i sensori. Questi sono molto numerosi e sono realizzati in modo da percepire una serie di condizioni.

Addirittura alcuni studiosi stanno studiano sensori che saranno in grado persino di rilevare l’umore di alcuni inquilini. Tutti questi elementi serviranno per raccogliere dati, ma anche per aiutare chi vi abita o chi vi sosta per un determinato periodo, a raggiungere un maggiore benessere.

I sensori in questione funzionano inoltre con determinati algoritmi e la loro attività principale, nonché la loro primaria finalità consiste nel fatto di aiutare gli individui a raggiungere il massimo confort. A tal fine, i sensori diventano “produttivi” cioè in grado di elaborare risposte con l’ambiente fisico che li circonda, per poter raggiungere l’obiettivo prefissato. È per questo che si possono indicare i Cognitive Building anche con la denominazione di “edifici autonomi”.

Oltre a questo, è bene precisare che molti studiosi mirano ad aggiungere gli impianti “cognitive” a immobili già esistenti, senza quindi che sia necessario costruire ex novo degli edifici che abbiano tali caratteristiche.

I vantaggi di un edificio del genere

Sebbene le idee riguardanti i tipi di edifici in questione siano ancora in fase di modifica e gli studiosi mirano a migliorare sempre di più la prestazione e le funzionalità di questi immobili, tuttavia già si pensa a considerare quali vantaggi siano in grado di apportare sul mercato o per gli individui che optano per loro.

Per quanto riguarda il mercato mondiale, sembrerebbe che lo studio delle conseguenze e dell’impatto dei Cognitive Building possa sicuramente migliorare le vendite e accrescere il valore di un immobile che abbia l’impianto “cognitive” al suo interno.

Gli aspetti positivi però si vedono soprattutto nel livello ottimale di confort che le persone potrebbero ottenere, scegliendo impianti del genere.

Tra i vantaggi ad esempio può essere indicato il fattore compagnia: un immobile in grado di dialogare con chi vi abita o chi vi sosta può essere positivo per le persone che vivono sole, ma non solo.

Oltre a questo si deve considerare anche un altro importante aspetto positivo. Si tratta del fatto che, se veramente i sensori saranno in grado di rilevare l’umore delle persone, producendo risposte al fine del miglioramento, tutto ciò garantirebbe migliori status di vita.

Da sottolineare poi che l’edificio sarebbe “più che smart”, cioè avrebbe tutte le caratteristiche di uno smart building, a cui si aggiungerebbero le funzionalità appena indicate. Come edificio “smart” sarebbe quindi dotato anche di impianti in grado di mantenere una certa riduzione del consumo energetico, ma anche un certo controllo della temperatura dell’immobile, che si regolerebbe in mood automatico, ma non solo.

A tutto ciò infatti andrebbe anche aggiunto il fatto che si potrebbero controllare direttamente da propri dispositivi, quindi con un semplice click, anche il sistema di allarme o persino le chiusure e aperture di porte, cancelli. Tutte queste sono le caratteristiche dello smart building, ma come indicato, il Cognitive Building è ancora di più di tutto ciò.

Gli unici aspetti negativi riguardano il possibile condizionamento dell’utente, ad opera dei sensori presenti nell’immobile. I ricercatori infatti stanno analizzando anche le possibili conseguenze negative di questo aspetto e mirano a realizzare meccanismi che permettano di evitare tutto ciò. In più mirano anche a far sì che le risposte generate dall’edificio siano solo positive per i suoi inquilini, così da non rischiare che si verifichino condizionamenti di alcun genere.

Sebbene si tratti di un passo molto importante e in grado di apportare una notevole evoluzione al campo degli edifici intelligenti, la categoria “Cognitive” è in grado anche di sollevare dei dubbi che ancora devono essere risolti e che fanno sorgere dei timori, come quello appena indicato del possibile condizionamento positivo.

È però necessario sottolineare che i ricercatori stanno analizzando il tutto proprio per evitare che tutto ciò e per inserire all’interno di questi immobili dotati di elevata intelligenza artificiale, solo ed esclusivamente funzionalità in grado di assicurare il massimo confort agli utenti.


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