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(Agg. 26 Ottobre 2020),

Mercato immobiliare italiano: prezzi al sud altalenanti, รจ bene investire?

Il mercato immobiliare italiano del 2020 sta vedendo degli alti e bassi causati dalle conseguenze della crisi della pandemia mondiale, che a visto espandere la crisi da un settore economico già non integro a quello sociale.

Eccezione non fa il mercato immobiliare, che però pur nelle sue note negative potrebbe nascondere degli scenari favorevoli e delle occasioni in quei mercati immobiliari che sono rimasti marginali. Grazie all'introduzione del tutto nuova in Italia dello smart working, ossia il lavoro da casa o da remoto, si è visto un aumento di ricerche di abitazioni in vendita e in affitto nel Sud Italia. Difatti grazie ai prezzi delle case più bassi rispetto al mercato centrale, alle agevolazioni fiscali potrebbe essere questo il momento adatto per investire nel mercato immobiliare del sud.

L’introduzione della concrezione e mentalità dello smart working è stata una vera e propria rivoluzione, ancora in atto e da perfezionare, che ha aperto scenari e orizzonti del tutto nuovi nel nostro Paese. Perché? Ha permesso e permetterà a chi utilizzerà questa modalità di gestire il lavoro da casa o da remoto in piena agilità, quindi si impiegherà la casa, o parte di essa, come il proprio ufficio, nella quale si trascorrerà più tempo.

Che sia su base volontaria o alternato con i giorni da passare in ufficio, il lavoro da remoto sta incentivando le aziende ad integrare questi nuovi orizzonti, a favore del rispetto delle norme per contrastare il covid-19, ma anche per garantire un benessere alla persona e di conseguenza una produttività più alta a livello lavorativo.

Cosa significa tutto questo per il mercato immobiliare: vuol dire che ad esempio un lavoratore fuori sede che di norma lavora lontano dal suo comune di provenienza, con contratto basato a Milano, potrà in questo caso lavorare dove preferisce in qualsiasi altro comune della regione. Quindi oltre al benessere della persona si instaura un flusso positivo sulla sfera economica e sul settore del mercato immobiliare italiano.

Investire nel mercato immobiliare del Sud, conviene?

Si, i dati parlano chiaro. Quello del sud è stato un mercato immobiliare lasciato ai margini che ora sta vivendo il suo momento di ribalta. Facendo un paragone e restando sempre in ambito immobiliare tralasciando possibili costi trasversali legati alla mondanità, il dislivello sul prezzo delle case è notevole.

Nel centro urbano delle due principali città italiane, i prezzi di acquisto di un immobile sono all’incirca sui 4.103 euro a Milano e 2.894 a euro Roma. Mentre nel settore della locazione il costo di affitto medio è rispettivamente di 20 euro/mq e 12,90 euro/mq.

Un altro scenario è quello che si presenta nel mercato immobiliare del Sud Italia.

Questi dati, sia di affitto che di vendita, si riferiscono ai prezzi in città e non nella provincia. Decisamente diversi, invece, i costi di acquisto di una casa in molte province del Sud (da cui provengono anche molti lavoratori che si sono trasferiti altrove per necessità di lavoro).

Prezzi mercato immobiliare al sud: vantaggiosi tra ribassi, iniziative e agevolazioni

I prezzi più bassi nel mercato immobiliare li annoveriamo nella provincia di Isernia, Caltanissetta, Enna rispettivamente con una quotazione di 721,87 euro, 724,43 euro, 835,27 euro. Mentre ad Agrigento, Avellino, Benevento, Campobasso, Catanzaro, Crotone, Cosenza, Lecce, Ragusa, Reggio Calabria, Siracusa il prezzo medio di vendita di una casa si aggira sotto i i 1.000 euro al metro quadro.

Delle grandi opportunità provengo anche da quei comuni che aderiscono al progetto della vendita di immobili privati a cifre simboliche come un euro, con l’obiettivo di ripopolare comuni e piccoli centri quasi disabitati, risollevando il valore storico del bene culturale attraverso la ristrutturazione dell’immobile stesso (che in questo periodo storico gode di differenti detrazioni fiscali). È il caso della Puglia con Taranto e Lecce, la Sicilia con Agrigento, Messina, Caltanissetta, Palermo, Enna, Trapani, la Calabria con Cosenza, ma troviamo altre regioni come la Sardegna, il Molise, la Campania ed alcuni anche al centro e al nord.

Inoltre c’è da ricordare l’iniziativa lanciata dal Molise e ripresa dall'Umbria con il Reddito di Residenza Attiva: l'accesso al fondo di 700 euro in favore di soggetti che vanno a risiedere nei comuni con popolazione fino a 2000 abitanti nella Regione.

Tra la possibilità dello smart working e quindi, sostanzialmente spostare il lavoro dove si vuole, e grazie a queste iniziative, conviene pensare di investire più che altro in una seconda casa nel mercato immobiliare del sud. Un vantaggio sia economico sia per avere la possibilità di spostarsi in zone dal grande impatto naturalistico, e magari lavorare con vista mare.

Considerando che la mentalità dello smart working prenderà sempre più piede, investire in una casa a queste condizioni è decisamente vantaggioso: il futuro del mercato immobiliare italiano.

Continuando a parlare di agevolazioni, il mercato immobiliare del Sud Italia offre due tipologie di vantaggi: è allettante per chi decide di tornare in Italia con la legge per i lavoratori impatriati del Decreto Crescita e per i pensionati. La prima prevede dei vantaggi economici, si tratta di un regime di tassazione agevolata temporaneo, riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia. Per usufruirne si assume che:

Di base l’agevolazione fiscale prevede il 70% di detrazione per un periodo di 5 anni; però se la zona di residenza comprende un comune del Sud tra le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia, la percentuale dello sconto fiscale si alza al 90% sempre per la durata di 5 anni. Questa temporalità si estende di ulteriori 5 anni, se si decide di comprare l’immobile nella regione del sud in cui si sposta la residenza.

Se invece sei un pensionato ti potrebbe interessare questa agevolazione. Si prevede una tassazione del 7 percento per i redditi dei pensionati che hanno avuto per almeno 5 anni la residenza all’estero e che intendono spostarla in uno dei seguenti comuni con meno di 20.000 abitanti.: regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Vediamo nello specifico il mercato immobiliare di due regioni, la Calabria e la Puglia.

Mercato immobiliare in Calabria: le locazioni aumentano il prezzo ma è in calo la compravendita

Stando ai dati del recente Osservatorio portato avanti da Immobiliare.it sul settore residenziale, si evince che la Calabria nel terzo trimestre 2020 ha visto un mercato immobiliare altalenante: i prezzi delle case in vendita si abbassano mentre quelli delle locazioni vedono una risalita.

Nel trimestre in questione nel mese di settembre si è registrato un calo del -0,6%, col un prezzo medio richiesto nella vendita dell’immobile di 921 euro al metro quadro. Differente è la situazione degli immobili in locazione che hanno visto l’aumento del +3,9% facendo salire il canone a 5,30 euro/mq.

Quindi se decidete di investire nel mercato immobiliare e quindi comprare casa in Calabria è questo il momento migliore. La vendita degli immobili vede un ribasso generale, quella più importante si è registrata in Reggio Calabria con un -3,1%, in ordine decrescente è seguita da Crotone e Catanzaro con il -2,5%. Negli altri capoluoghi anche se di poco i prezzi sono in crescita: Vibo Valentia con un +1% e Cosenza con il +0,3%.

Differente è la situazione se intendete affittare, infatti il settore delle locazioni vede un rialzo in positivo dei prezzi in tutte le città, soprattutto a Reggio Calabria che ha una salita del +4,3%. Conveniente è invece prendere una casa in affitto a Catanzaro e a Crotone che hanno registrato un leggero calo di, rispettivamente, -1,8% e -1,7%.

Nonostante il leggero calo, Catanzaro è la città più costosa della Calabria: affittare un bilocale di 70 mq costa all’incirca su 400 euro mensili.

Anche se alcuni dati sono in rialzo, la Calabria si afferma regione italiana in cui comprare casa è vantaggioso perché costa meno.

Mercato immobiliare in Puglia: settori in rialzo

Differentemente dai cali convenienti del mercato immobiliare calabrese, in Puglia si registrano crescite positive in entrambe i settori. Secondo i dati dell’Osservatorio, c’è stato un aumento dei prezzi del +0,8% sia nel settore della compravendita sia in quello della locazione.

Se siete intenzionati ad investire nel mercato immobiliare e comprare casa in Puglia, quest’anno costerà di più: la cifra media che viene richiesta si aggira sui 1.386 euro al metro quadro. Bari è la città più cara, salita del +2,5% con un prezzo medio richiesto di 1.912 euro al mq.

Taranto risulta essere la città più economica della regione con un calo dei prezzi del -1,4%, per cui il costo medio è di 979 euro al metro quadro.

Per quanto riguarda le locazioni, anche gli affitti hanno registrato un aumento dei prezzi pari allo +0,8% con una cifra che si aggira sui 7 euro circa al metro quadro. Brindisi è la città più cara con un aumento di prezzi cresciuto del 3,3%.


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