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(Agg. 27 Ottobre 2020),

Mutui casa: la prospettiva con il Covid-19

Nel sogno italiano la casa è sempre stata quella fonte di benessere e ricchezza da voler e dover possedere ad un certa fase della vita. È sempre stato un obiettivo che gli italiani si portano dietro come archetipo della vita agiata.

Nonostante i tempi e le generazioni siano cambiate e il possedere una casa di proprietà non è più sentito così fortemente, il covid-19 ha mescolato le carte in tavola, riportando l’attenzione sull'acquisto di una casa. La casa come luogo sicuro in cui vivere, come luogo dell’indipendenza e della tranquillità.

Oltre questo sogno, c’è una fase che tende a ridimensionare le aspettative: il mutuo prima casa.

Si prospetta quindi come una tappa costosissima. Soprattutto per i più giovani che vivono nel periodo di precarietà lavorativa della crisi economica e ora si aggiunge la crisi pandemica.

Purtroppo a causa alla diffusione del virus che ha colpito gravemente differenti settori, nel caso specifico dei mutui casa, è interessante parlarne perché si sta registrando una tendenza importante negli ultimi mesi.

Mutui casa: come reagiscono all’ondata della pandemia

Il settore dei mutui per la casa, sta avendo dei colpi al ribasso nel mercato post-covid, così come per quello immobiliare che, secondo i dati registrati nel secondo semestre dell’anno dall’Agenzia delle entrate: il crollo delle compravendite registra un 27%.

Il crollo dei prezzi, paradossalmente, invita gli italiani ad investire negli immobili, soprattutto viste le future prospettive lavorative che spingeranno sempre di più lo smart working. Quindi si cercano case anche con il fine di poter ricreare uno spazio di lavoro tranquillo.

Così i prezzi scendono anche per i mutui. Il minimo registrato per i mutui prima casa è dello 0,5%, che abbassa ancora di più la soglia, già a buon mercato, dei tassi registrata prima della pandemia nel mutuo a tasso fisso (1,5%). Si registra anche un ulteriore ribasso dei tassi di interesse emessi dalle banche.

Il calo dei tassi a cifre così basse è determinato dai valori registrati sui mercati europei degli indicatori Eurirs e Euribor, ai quali fanno necessariamente riferimento anche i tassi del mutuo italiano. Vediamo cosa definiscono questi indicatori.

Euris - Euro Interest Rate Swap

Eurirs è un tasso bancario che viene utilizzato per calcolare il tasso di interesse applicato ad un mutuo a tasso fisso. Il tasso annuo nominale (TAN), che le banche applicano ai prestiti si compone da:

La rilevazione dell’Eurirs viene rinnovata in base all’andamento del mercato finanziario, per questo è necessario tenere presente i valori relativi al periodo in cui viene effettuato il prestito. Come gli altri tassi di interesse cresce a seconda della durata del mutuo: maggiore è la durata del prestito, maggiore sarà il tasso da applicare.

Euribor - Euro Interbank Offered Rate

Questa tipologia di tasso determina il costo del tasso variabile di un mutuo, per indicare a quale tasso di riferimento si riferiscono, appunto, gli interessi applicati dalla banca.

Secondo MutuiOnline.it ora questi valori hanno subito un crollo vertiginoso: Eurirs a 10 anni ha un valore del -0,22%, quello a 20 anni ha valori sotto allo zero 0,05%. L’euribor dallo 0,7% del periodo precedente alla pandemia è passato ad uno 0,4%.

Mutui casa: chi decide il prezzo di un mutuo?

In questo momento sono solo le banche a decidere il prezzo di un mutuo. Con il crollo a picco dei tassi registrato in Europa si è stabilita una nuova procedura per definire i prezzi dei mutui: vengono stabiliti solamente dallo spread delle banche.

In generale lo spread è una percentuale che le banche aggiungono al tasso di riferimento e che rappresenta il loro guadagno sul mutuo che in genere è direttamente proporzionale alla durata del finanziamento.

Quindi in sostanza i tassi del mutuo per la casa vengono definiti dal margine di guadagno degli istituti di credito stessi.

Sarà conveniente? Al momento si, visto che la domanda e la richiesta dei mutui è diminuita le banche stanno mettendo sul mercato delle offerte vantaggiose alimentando una competizione di prezzi che va a favore dei consumatori!

Tassi mutui oggi: le rate dei tassi fissi e variabili sono in perdita

Grazie alla sola definizione del tasso di interesse del mutuo in base allo spread degli istituti di credito e le condizioni competitive delle banche, hanno come risultato la diminuzione della rata mensile del mutuo della casa. Secondo i dati pubblicati da MutuiOnline.it in media gli italiani ora pagano 333 euro, ossia il 3,2% in meno rispetto allo scoppiare del virus.

Questo crollo incontrollato dei tassi ha ridotto quello fisso, quasi al paro di quello variabile, minimizzando le differenze: da 80 centesimi si passa a 20 centesimi di scarto. Quindi in questo periodo stipulare un mutuo prima casa vi costerà come un mutuo a tasso variabile, infatti si registra un aumento dei mutui a taso fisso: 9 su 10 lo preferiscono.

Mutui casa: gli effetti della pandemia dureranno fino all’applicazione del Recovery Found

Il crollo dei tassi durerà fino all’applicazione delle misure di ripresa stabilite dal Governo per i settori dell’economia. Vista la situazione attuale, non sarà una ripresa immediata e i tassi non saliranno nell’immediato, quindi si può valutare di approfittare di questo gap economico per avere dei vantaggi nel caso si voglia stipulare un mutuo per la prima casa a tasso fisso.

Dopo che saranno entrate in atto le misure di ripesa con il Recovery Found, si prevederà una risalita dei valori.


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