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Tassi, valori ancora stabili ma si guarda a un futuro incremento

Nella sua ultima riunione, la BCE ha fornito alcune interessanti indicazioni sulla propria politica monetaria futura, anticipando la fine del quantitative easing al 31 dicembre 2018. Complessivamente, nella sua conferenza stampa di fine meeting Draghi è più volte tornato sulla “optionality”, ovvero sul mantenimento di una condizionalità delle decisioni della Banca centrale europea sia per quanto concerne il termine degli acquisti, sia per quanto concerne la lunghezza della politica di reinvestimenti, e ancora la forward guidance sui tassi, fornendo sostanzialmente molta importanza al futuro flusso di dati.

Per quanto attiene l’evoluzione dei tassi sui mutui, quelli Euribor (base di riferimento per



i mutui a tasso di interesse variabile) sono rimasti sostanzialmente stabili e negativi su tutte le scadenze. Un quadro di riferimento che riteniamo possa contraddistinguere anche il futuro, con i prossimi mesi che dovrebbero essere caratterizzati da uno scenario di tassi compressi, sulla scia di una politica monetaria ancora accomodante, nonostante la graduale rimozione dello stimolo in prospettiva e la fine del quantitative easing al 31 dicembre 2018.

Passando ai fissi, i tassi Eurirs (parametro di riferimento per il calcolo dei tassi finiti) sono risultati in altalena nell’ultimo mese, sulla scia delle turbolenze riguardanti l’Italia e del successivo recupero di fiducia. I tassi di interesse di riferimento su cui calcolare i tassi fissi rimangono così ancora storicamente ridotti, seppur su livelli oramai superiori rispetto ai minimi di metà 2016.

Sulla base di quanto sopra, viene giustificata una preferenza verso l’indebitamento flessibile o a tasso di interesse fisso rispetto a quello a tasso di interesse variabile, per gli orizzonti temporali medio-lunghi. Gli orizzonti temporali brevi o brevissimi possono invece beneficiare in misura più significativa di un prolungato periodo di tassi Euribor o BCE, ancora a livelli minimi e difficilmente in grado di erodere la loro maggiore convenienza relativa nel corso dei prossimi anni.

Nell’ambito dei tassi fissi, permane ancora una preferenza relativa sulle scadenze extra-lunghe (30 e 40 anni) e sul decennale.


Tassi mutui, bassi livelli in attesa della prossima riunione BCE