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Tassi stabili sui mutui casa

I tassi di interesse di riferimento per i mutui casa hanno subito un lieve rialzo nelle giornate successive alla riunione della Banca Centrale Europea dello scorso 9 marzo. La "colpa" era stata la maturazione di prospettive di un minore stimolo monetario, riflesse appunto in moderati incrementi dei tassi di mercato, con particolare riferimento all'Eurirs, punto di riferimento per i mutui a tasso fisso.

Tuttavia, il trend non è durato molto. Alcuni chiarimenti da parte di diversi esponenti della BCE nelle settimane successive hanno infatti modificato questo quadro, determinando una nuova discesa dei tassi di riferimento. A tale movimento ha contribuito anche



l'incertezza sul quadro politico europeo, considerato l'avvio del calendario elettorale.

Per quanto riguarda invece gli Euribor, i tassi di riferimento per i mutui a tasso variabile sono rimasti sostanzialmente stabili e negativi sulle principali scadenza. Un quadro di tassi compressi è molto probabile che possa confermarsi anche nel corso dei prossimi mesi, sulla scia di una politica monetaria ancora estremamente accomodante, per quanto probabilmente in grado di avviarsi verso una fase di riflessione finale che dovrebbe condurre a rivisitazione della guidance.

Ad ogni modo, come anticipato, i tassi Eurirs per scadenze più brevi (10 anni) e più lunghe (30 anni) hanno invece registrato inizialmente un rialzo, e poi un calo nell'ultimo mese. I livelli rimangono comunque storicamente molto ridotti, anche se più elevati rispetto ai minimi di metà 2016.

Alla luce di ciò, sta trovando conferma la tendenza ad indebitarsi in maniera flessibile o a tasso fisso, rispetto all'indebitamento puro a tasso di interesse variabile, per gli orizzonti temporali medio lunghi. Per quanto concerne invece gli orizzonti temporali di breve o brevissima entità, gli stessi sembrano essere in grado di beneficiare in modo più significativo di un prolungato periodo di tassi Euribor o BCE a livelli minimi. Peraltro, nell'ambito dei tassi fissi, permane ulteriormente una preferenza relativa sulle scadenze extra lunghe e sul decennale.

A margine di quanto sopra riassunto, possiamo certamente ricordare che - sebbene molto dipenda dal singolo caso - in linea di massima potrebbe essere conveniente indebitarsi a tasso di interesse variabile per scadenze molto brevi nel tempo, e a tasso fisso per quanto invece riguarda le scadenze più estese, andando così a "congelare" l'onerosità dell'operazione di indebitamento, ponendosi al riparo dal potenziale rialzo dei tassi e dai suoi effetti sul rincaro delle rate del piano di ammortamento concordato con la banca.


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