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Diffusione sonora locali notturni, disturbo quiete pubblica

“Un intollerabile e prolungato disturbo del riposo delle persone” è ciò di cui parla la sentenza n. 4466/2014 confermando la decisione del giudice cautelare.

Il Tribunale di Torino, aveva accolto l'appello del P.M. contro la decisione del G.I.P. rigettando la richiesta di sequestro preventivo degli impianti di diffusione sonora di quattro disco pub situati nell'area dei Murazzi.

I proprietari dei locali avevano presentato opposizione al sequestro contestando l'irrilevanza penale della loro condotta ex art. 659 c.p.,che va a punire il “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”, affermando, tra l'altro, che il superamento dei limiti sonori imposti dalle norme amministrative non si rivela sufficiente a configurare il reato predetto.

Per la suprema Corte la tesi difensiva dei gestori dei locali è infondata.

Il non rispettare i limiti di emissione del rumore (stabiliti dal DPCM 1.3.1991) va ad integrare la fattispecie di reato prevista dall'art. 659 c.p., in virtù della concreta idoneità della condotta rumorosa a recare disturbo ad una pluralità indeterminata di persone, con conseguente messa in pericolo del bene della pubblica tranquillità e della salubrità ambientale.

In questo caso, il disturbo della quiete pubblica non derivava solo dal superamento dei limiti massimi di emissione sonora, ma anche dalla violazione della normativa di legge. Ad esempio non erano rispettati gli orari e gli obblighi per il contenimento del rumore (si pensi alle porte lasciate aperte).

Seppur si voglia sostenere l’irrilevanza penale del superamento dei limiti stabiliti dalle norme amministrative, la violazione delle altre prescrizioni è sufficiente per contenere il reato in questione.

Per l’inquinamento acustico è sufficiente la prova tale disturbo sia “causato dalle emissioni sonore”, che non rientrano nelle semplici violazioni amministrative.

A volte i disturbi alla quiete domestica sono legati anche alla cattiva costruzione degli edifici e all'utilizzo di materiali non adatti a ridurre i rumori esterni.

Inoltre, assieme alla responsabilità penale, spesso si può parlare di responsabilità civile, legata alla violazione dell'art. 844 c.c. in tema d'immissioni intollerabili, prevede un'azione di tipo inibitorio, per interrompere la fonte delle immissioni di rumore, nonché un risarcimento danni.

Fortunatamente ci sono delle regole apposite al riguardo anche se non sempre vengono seguite da tutti i cittadini.

difussione sonora

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