Se operi nel campo immobiliare, registra il tuo profilo. Ottieni visibilità editando contenuti!
, Roberto

Gli italiani hanno paura di contrarre un mutuo?

Nonostante il livello dei tassi di interesse non sia mai stato così conveniente, gli italiani si stanno dimostrando piuttosto restii a contrarre nuovi mutui, tanto che nel 2019 le nuove domande di mutuo sono rallentate di quasi il 9% durante la forbice temporale del periodo tra gennaio e aprile (fonte: Crif -MutuiSupermarket.it). Ma perché?

I dati della contrazione delle richieste di mutuo hanno colto di parziale sorpresa gli analisti, che si aspettavano invece un anno di decisa crescita, spinto proprio dal basso livello dei tassi di interesse di riferimento. D’altronde, le condizioni di onerosità attuali sono praticamente irripetibili, con i tassi (sia nella soluzione a rata fissa, sia nella soluzione a tasso variabile) che rimangono ancora piuttosto bassi, con i migliori fissi con Taeg addirittura inferiore al 2%.

È pur vero che nel corso dei mesi gli istituti di credito hanno iniziato ad applicare delle strategie più aggressive, incrementando gradualmente gli spread, ma è anche pur vero che tutto ciò è avvenuto in sostanziale compensazione della flessione i 30 - 40 punti base degli indici Irs, sulla base dei quali viene calcolato e applicato il tasso fisso finale, il giorno della stipula dal notaio. Insomma, anche alla luce di ciò il Taeg medio sui mutui a tasso fisso rimane sui livelli più bassi di sempre.

Un’altra buona evidenza è poi legata all’andamento dei prezzi degli immobili, che non sembra far registrare impennate tali da demotivare gli aspiranti mutuatari (aumenti dinamici e incisivi sono stati registrati solamente in alcune zone d’Italia). Ne è derivato che nel primo trimestre del 2019 il prezzo medio al mq degli immobili usati (cioè, la categoria che risulta essere maggiormente venduta) è calato dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre quello degli immobili di nuova costruzione è cresciuto del 3,1% anno su anno.

Terzo tassello positivo del quadro che stiamo brevemente dipingendo è poi quello concernente la propensione delle banche ad erogare. Gli istituti di credito non sono intimiditi da quanto sta avvenendo sul mercato creditizio – immobiliare, e sono ancora ben predisposte a finanziare l’acquisto della casa. Alla luce di quanto sopra, sembrerebbero esserci insomma tutte le condizioni utili per poter stimolare nuovi importanti incrementi nelle richieste e nelle concessioni di mutui. Tuttavia, i numeri sembrano indicare l’opposto, e non ci si può dunque che domandare… come mai?

Una spiegazione la fornisce Stefano Rossini, ad di MutuiSupermarket.it, secondo cui “non sono diminuite, come prevedibile, solo le surroghe. Ma sorprende registrare anche una contrazione delle erogazioni di mutuo con finalità acquisto casa. E i motivi sono principalmente due. Da un lato il venir meno di una buona parte del supporto del fondo Consap, rifinanziato in extremis ma solo per 100 milioni rispetto agli iniziali 650. Si tenga conto che questo fondo che nel 2018 ha garantito circa il 17% del totale dei volumi erogati, in particolare mutui con percentuale di finanziamento oltre l’80% che rappresentano una importante fetta del mercato”.

Ma non solo, poiché sarebbe eccessivamente semplicistico e sintetico affermare quanto sopra. “Dall’altro lato - prosegue infatti Rossini - sta pesando il progressivo clima di incertezza politico-economica, da legarsi a previsioni di crescita asfittica per l’Italia. È importante ricordare che per la gran parte dei privati e famiglie potenziali mutuatari la decisione di acquisto casa parte in primo luogo da una sostanziale sicurezza personale circa le proprie prospettive reddituali ed economiche sul medio e lungo periodo e solo in un secondo momento prende in considerazione il costo dei mutui e i prezzi delle case”.

In aggiunta a ciò, conclude infine, bisogna osservare che cresce la schiera di coloro che iniziano a temere che “nel peggior scenario politico immaginabile, ovvero l’arrivo in futuro di un governo tecnico, possa essere introdotta una patrimoniale sugli immobili”. Ulteriore elemento di incertezza, che sicuramente non giova all’andamento del mercato.

Dunque, se è pur vero che il forte incremento dello spread BTp - Bund (cioè, del differenziale i rendimento i titoli di Stato decennali italiani e gli equivalenti tedeschi, per + 160 punti base in un anno) non ha prodotto un improvviso incremento del valore delle rate dei mutui, probabilmente è lecito affermare che ha contribuito a rendere più sospettosa e prudente una fetta di italiani davanti alla possibilità di acquistare casa.

mutui

Mutui dicembre 2017, ecco quelli più convenienti del mercato

Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Privacy Policy Ho capito