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, Redazione

L'edilizia italiana

Il settore edile in Italia è allo stremo: sono ancora possibili inversioni di tendenza?

Sono quasi 10 mila le imprese che hanno dichiarato il fallimento da gennaio a settembre. Secondo le stime, circa 35 imprese al giorno hanno chiuso l’attività. L’Associazione Nazionale dei Costruttori Italiani parla di una vera e propria emorragia: anche le aziende più solide sono state colpite dalla crisi economica. Il settore edile prima della crisi, e cioè, fino al 2007, è stato responsabile dell’11% del Prodotto Interno Lordo dell’Italia, generando circa tre milioni di posti di lavoro. Oggi, il comparto soffre, e le associazioni di categoria non fanno altro che ripeterlo, chiedendo degli interventi al governo. I motivi sono i seguenti: la Pubblica Amministrazione non indice più bandi, non chiama a lavorare le aziende e non paga ancora chi ha già compiuto dei lavori; c’è poi la contrazione del credito a frenare le richieste dei privati. Sono 360 mila i lavoratori senza occupazione, oltre 550 mila se si prende in considerazione l’intero indotto. Sono numeri che fanno spaventare. Da gennaio 2009 a settembre 2012 il numero totale dei fallimenti ha riguardato per il 23% le imprese di costruzioni, con una cifra pari a 7.552. Le ultime rilevazioni Istat hanno sottolineato un calo del 21,8% nel primo semestre 2012, di tutti i permessi richiesti per le nuove abitazioni e del 20,6% della superficie utile abitabile. I permessi dell’edilizia non residenziale sono calati del 10,7%. Tuttavia non sembra impossibile interrompere la spirale che sembra essere senza vie d’uscita e che avvolge il settore edilizio. Si spera nel prossimo premier del paese. Le richieste sono chiare: investimenti mirati da parte della PA, riduzione dei costi di lavoro, pagamento delle imprese, riapertura del circuito della concessione del credito, semplificazione burocratica, riduzione delle imposte sugli immobili. La situazione attuale è complicata ma se verranno fatti degli interventi mirati e adeguati ci potranno essere dei miglioramenti anche nel breve periodo.
edile

11 mila imprese edili fallite


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