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Mutui casa, in due anni più di 65 mila richieste di aiuti

Stando alle ultime rilevazioni compiute dal quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, in due anni (dall’attivazione del fondo di garanzia statale) sono state più di 65 mila le richieste di aiuti e di stop al pagamento delle rate di mutui, attraverso i vari strumenti previsti dalla normativa vigente.

Per quanto concerne il citato fondo, che interviene per poter permettere l'accesso al finanziamento anche a chi non ha garanzie sufficienti da fornire alle banche (il 50 per cento della quota capitale - fino a un massimo di 250mila euro - viene infatti garantito dallo Stato), le richieste di attivazione della garanzia sono state 15.767, di cui 8.638 accolte. “Purtroppo è uno strumento ancora poco conosciuto - dichiara sulle pagine del quotidiano Giuseppe Mermati, dirigente dell'Unione nazionale dei consumatori, che segue la gestione del credito - perché le banche non gli danno adeguata pubblicità». «È vero che la partenza è stata molto lenta e che all'inizio c'è stato un deficit d'informazione - riconoscono al ministero dell'Economia -, ma abbiamo fatto un grande sforzo comunicativo e l'attuale flusso di 80 domande al giorno è soddisfacente”.

A tale strumento va poi aggiunto il Fondo di solidarietà, gestito dal ministero dell'Economia, che opera mediante il supporto al versamento delle rate. Previsto dalla legge di Stabilità del 2008, anche il Fondo di solidarietà ha avuto una partenza molto lenta, divenendo pienamente operativo solo ad aprile 2013, e consentendo a chi ha un mutuo per l'acquisto della prima casa di chiedere la sospensione del pagamento dell'intera rata per un periodo massimo di 18 mesi (lo Stato si farà carico degli interessi), in caso di perdita del lavoro, decesso o handicap. Al 31 ottobre 2016 le richieste accettate erano 36.903 sulle 49.668 ricevute.

Rientra nel novero degli strumenti attivabili anche l’accordo Abi-consumatori, che dal 31 marzo 2015, permette di chiedere la sospensione della quota di capitale per un periodo massimo di 12 mesi. Si tratta di uno strumento alternativo rispetto alla sospensione della rata del mutuo (con cui non è peraltro cumulabile) e di carattere marginale rispetto a quelli precedenti (è attivabile anche in caso di cassa integrazione). Il blocco della quota capitale riguarda i finanziamenti al consumo superiori a 24 mesi, e – contrariamente allo strumento di cui sopra – gli interessi sono comunque a carico del debitore. Può essere richiesto anche in caso di perdita del lavoro. sospensione o riduzione dell'orario, handicap grave e decesso.

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