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, Roberto

Mutui casa, cosa cambia con la legge sulla concorrenza

La legge sulla concorrenza sta apportando una serie di novità sul mondo delle banche e dei finanziamenti bancari, in grado - forse - di contribuire positivamente alla convenienza economica delle relazioni creditizie.

In particolar modo, la legge sulla concorrenza prevede che banche, assicurazioni e anche le società di carte di credito devono far accedere all'assistenza clienti, anche mediante chiamata da telefono mobile, a costi telefonici che non sono superiori rispetto alla tariffa ordinaria urbana.

Ulteriormente, la legge prevede che gli intermediari finanziari che condizionano l'erogazione del mutuo immobiliare o del credito al consumo alla stipula di un contratto di assicurazione sono tenuti ad accettare, senza variare le condizioni offerte, la polizza che il cliente reperirà sul mercato, ma con contenuti minimi corrispondenti a quelli richiesti dall'intermediario finanziario.

Altre novità di particolare rilievo, ma non riconducibile al mondo bancario, riguardano gli avvocati, per i quali si aprono le porte delle società professionali, con soci avvocati ma anche di altre professioni, per una quota di almeno i due terzi della compagine. Altre novità riguardano altresì i notai: il numero di professionisti in attività sale da uno ogni 7 mila a uno ogni 5 mila abitanti, sebbene l'aumento possa apparire anacronistico, considerato che il dimezzamento dei redditi di questa professione negli ultimi sette anni.

Nel settore turistico, sarà nullo il patto con il quale l'impresa turistico - ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale dei prezzi migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi (come ad esempio Trivago o Booking.com). Infine, è previsto che le spese relative al recesso o al trasferimento dell'utenza telefonica ad altro operatore, devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sopportati dall'azienda e vanno rese note al consumatore prima della sottoscrizione del contratto. La legge stima che anche le modalità di recesso debbano essere semplici e di immediata attivazione, e devono seguire le stesse forme utilizzabili al momento dell'attivazione o dell'adesione.

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