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Mutui, cresce l'importo erogato ma il loan-to-value è fermo alla metà

Secondo quanto afferma un recente report condotto dall’osservatorio di Facile.it e Mutui.it, gli importi richiesti dai mutuatari hanno ripreso a salire, così come gli importi che vengono erogati loro dalle banche.

In particolar modo – si legge nell’analisi condotta – nel mese di febbraio la richiesta media di mutui nel nostro Paese sarebbe stata pari a 134.900 euro, in incremento del 7,35 per cento rispetto a quanto era stato registrato sui valori di dodici mesi prima. L’incremento è tuttavia in corso di rallentamento, visto e considerato che se si ferma l’analisi ai sei mesi, lo sviluppo è pari al 5,34 per cento e, nei tre mesi, al 4,21 per cento.

Peraltro, come già annunciato, si noti come all’aumento degli importi richiesti corrisponda anche un incremento degli importi erogati dalle banche. In questo caso tuttavia la crescita è inferiore, con allargamento della forbice tra quanto desiderato dai mutuatari e quanto concesso dagli istituti. A febbraio 2017 l’erogato medio è infatti stato pari a 121.039 euro, il 6,22 per cento in più di quanto si registrava un anno fa, di questi tempi. Considerati i valori in ottica semestrale e in ottica trimestrale rileviamo come la crescita sia stata contenuta nell’1,85 per cento nel primo caso e del 2,13 per cento nel secondo.

Per quanto concerne poi i tassi, il basso livello medio del costo del denaro ha permesso al tasso fisso di farsi preferire nel 77 per cento dei casi, ma il tasso variabile continua comunque a crescere guadagnando più di 4 punti percentuali.

Infine, passando al loan-to-value, ovvero al rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a puntare a un valore di circa il 60 per cento dell’oggetto della propria operazione immobiliare, le banche sembrano ridimensionare in parte le proprie aspettative, finanziando i progetti immobiliari per una media del 53 per cento, contro il 56 per cento di dicembre scorso. Si rimane comunque pur sempre la soglia psicologica del 50 per cento, ma lontanissimi dallo standard massimo dell’80 per cento. Rimane invariata poi la durata media del piano di ammortamento, pari a 22 anni, e l’età media del richiedente, pari a 40 anni.

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