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(Agg. 26 Luglio 2021), Redazione

Mutuo tasso fisso o variabile: sicurezza o rischio?

Acquistare un immobile equivale in molti casi inevitabilmente a richiedere un prestito e dunque ad accendere un mutuo immobiliare. Il mutuo è diventato quindi uno strumento imprescindibile per lo sviluppo del mercato immobiliare. Ma come orientarsi nella scelta? Il primo fondamentale aspetto da considerare quando si richiede un mutuo è senza dubbio la natura dell’interesse, ovvero il tasso fisso o variabile. Come suggerisce intuitivamente anche il nome il primo si mantiene in sostanza stabile per tutta la durata del mutuo mentre il secondo si aggiorna periodicamente in relazione alle logiche del mercato e del costo del denaro. Nel caso del mutuo a interesse fisso quindi la rata è costante mentre nell’ipotesi di mutuo a interesse variabile la rata può oscillare tra valori anche molto diversi, più bassi o più alti. Posta questa differenza sostanziale e intuitiva va premesso che una scelta ponderata deve tener conto di diversi aspetti. Va precisato prima di tutto che esistono anche condizioni di tipo intermedio ad esempio:

1. Contratto misto, che prevede al momento della stipula la previsione di tempi precisi di alternanza tra i due tipi di tasso e il contratto con tasso di ingresso, che garantisce per i primi mesi un tasso agevolato.

2. Tasso variabile con tetto è un tasso variabile con una limitazione di importo. Viene fissato un tetto oltre il quale la variazione dell’interesse non può andare, significa che se le percentuali di interesse dei tassi sul mercato dovessero salire e superare quel tetto, le rate del mutuatario non crescerebbero.

Ogni investimento immobiliare è diverso dall’altro, così come la situazione finanziaria di chi ricorre al mutuo: in base alle esigenze di ognuno, oltre ai contratti di base di cui sopra, si possono individuare all’incirca 150 tipi di mutui casa personalizzati. È importante sottolineare come la differenza nella scelta fra tasso fisso e tasso variabile abbia anche natura psicologica, infatti è molto soggettivo legarsi ad un tasso d'interesse un pochino più alto inizialmente ma dei tassi stabili (tasso fisso), ma costante nel tempo che dà sicurezza, oppure rischiare con tasso, si più basso all'inizio (tasso variabile), ma che, per sua natura, può anche girare al rialzo. Prima di scegliere il tasso fisso o quello variabile è bene pensare sul lungo medio periodo, calcolando anche i possibili inconvenienti di percorso ( quelli finanziari ).

mutuo tasso fisso o variabile: calcolare anche gli inconvenienti futur

Il tasso di interesse che regola il mutuo per la casa

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