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, Redazione

Nuove regole per gli amministratori di condominio

La riforma entrata in vigore il 18 giugno richiede una maggiore professionalità all’amministratore, prevedendo dei cambiamenti anche per quei palazzi che potevano essere esentati dall’avere una persona che si occupa dell’amministrazione dello stabile.

Il quantitativo previsto dalla precedente normativa riguardava i palazzi che avevano solo quattro condomini. Oggi, tale quantità è mutata ad otto, fermo restando che i palazzi dove vivono meno di otto persone possono chiedere di avere un amministratore.

Come viene nominato l’amministratore? Affinché si possa nominare la persona che si occuperà dell’amministrazione è necessario un quorum minimo che rappresenti almeno i 500 millesimi, nonché la maggioranza di coloro che partecipano all’assemblea.

E se l’amministratore non può essere decretato?

Sarà compito del Tribunale provvedere alla nomina di questo. E’ necessario, in questo caso, presentare un ricordo ad opera di uno degli abitanti del palazzo o dall’amministratore dimissionario.

La durata dovrebbe essere di dodici mesi e se non revocata, o discussa, si intende rinnovata per un altro anno.

Il rinnovo in automatico può essere applicato solo al termine del primo anno, dopodiché si dovrà rinnovare l’amministratore o confermare il precedente. Tutto ciò avviene nella medesima assemblea.

Gli amministratori interni/esterni al condominio devono avere il pieno godimento dei diritti civili, non essere stati condannati per reati contro l’amministrazione pubblica e non avere a proprio carico alcun reato che abbia una pena prevista dai due ai cinque anni. Oltre a questi requisiti l’amministratore esterno al condominio deve essere in possesso di un diploma o aver frequentato dei corsi di formazione ed anche i conseguenti aggiornamenti necessari.

Per quanto riguarda il compenso dell’amministratore, questo all’atto della nomina o del rinnovo dell’incarico dovrebbe comunicare in maniera analitica, specificando le singole voci, l’importo che richiede come onorario per le diverse attività che dovrà svolgere. Se il compenso non viene definito come cifra onnicomprensiva l’amministratore manterrà il diritto di farsi pagare in caso di lavori straordinari di lunga durata o di particolare difficoltà; non spetta invece a questo alcun pagamento per la partecipazione alle riunioni condominiali o per il passaggio della documentazione al subentrante in caso di dimissioni.

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