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Mercato immobiliare: come si evolverà nel 2020?

Negli ultimi giorni Scenari Immobiliari ha compiuto un instant survey per poter cercare di comprendere come si evolverà il mercato nazionale nel corso di un 2020 funestato dalla presenza degli effetti della pandemia da coronavirus. Cerchiamo di condividere le principali valutazioni emerse da questo monitoraggio del polso della situazione.

Di quanto si ridurrà il mercato nazionale nel 2020

Le opinioni sono piuttosto negative. A fine marzo il 41% degli intervistati affermava che il mercato si ridurrà di oltre il 20 per cento, mentre il 38% è convinto che si ridurrà tra il 10 e il 20 per cento. È del 21% la quota di intervistati che afferma che il mercato si ridurrà meno del 10 per cento, mentre c’è una marginale quota di ottimisti, pari all’1 per cento, che afferma che non ci sarà alcuna riduzione.

Ci saranno effetti sui prezzi?

La risposta più comune a questa domanda è che “tutti i mercati saranno colpiti in modo modesto”, da vanti a “ampi cali in tutto i comparti”. La terza risposta più frequente è stata “cali moderati per alcuni settori”.

Quali saranno i comparti più colpiti

Pochi i dubbi su quali siano i comparti più colpiti, che hanno tutti a che fare con il mercato vacanziero e turistico, e dintorni.

Per il 12% infatti i comparti più colpiti sono quelli degli alberghi di media o bassa gamma, le case vacanza e i negozi in posizioni secondarie. Il 9% ritiene che sarà colpito soprattutto il residenziale usato, mentre l’8% ha individuato nel comparto più colpito l’albergo di alta gamma.

Ancora, il 6% afferma che ad essere maggiormente colpiti saranno il residenziale nuovo, gli immobili dedicati al co-working e al grande distribuzione organizzata, oltre alle altre tipologie di uffici.

Infine, un 5% dichiara che ad essere maggiormente colpiti sono i comparti legati ai centri commerciali di vicinato e ai negozi di high street. Il 3% individua gli uffici di classe A come le potenziali maggiori vittime della crisi, il 2% lo student housing e la logistica di piccole e medie strutture. Solo l’1% ritiene che gli impatti ci saranno anche sul senior living, sugli immobili dedicati al co-living e alla logistica per grandi strutture.

Investimenti istituzionali italiani ed esteri

Particolarmente importanti saranno anche le variazioni sul fronte degli investimenti istituzionali italiani ed esteri. Il 67% degli intervistati afferma che i cali saranno tra il 10 e il 30 per cento, mentre il 18% ritiene che i cali saranno superiori al 30 per cento. Ancora, il 13% afferma che ci saranno pochi cambiamenti rispetto al 2019, mentre il 2% dichiara che il mercato si fermerà completamente.

Considerazioni sul mercato milanese

Passiamo dunque a comprendere che cosa ne pensano gli intervistati del mercato milanese, uno dei più importanti d’Italia e, evidentemente, uno dei più colpiti. Secondo il 68% delle risposte ci vorranno almeno sei mesi per ripartire, mentre il 23% dichiara che dopo lo stop tutto riprenderà come prima. Il 9% afferma che “è un colpo duro e ci vorrà almeno un anno per tornare come prima”.

Considerazioni sul mercato romano

Infine, per quanto concerne l’altro principale mercato immobiliare nazionale, quello romano, il 76% ritiene che il rischio è quello di fermare la piccola ripresa in corso, mentre l’11% afferma che non cambierà nulla. Il 12% è più ottimista, e afferma che dopo lo step avrà una ripresa più decisa.

Insomma, emerge l’impressione di un impatto pesante di questa crisi, ma tutto sommato anche la volontà di ripartire una volta che l’emergenza sarà finita. Ad approfittarne, secondo il 72% degli intervistati, saranno coloro che hanno liquidità per acquisti speculativi, davanti al 24% di operatori dell’ecommerce e al 3% di chi propone residenziale nuovo.

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