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, Roberto

Calano le richieste di nuovi mutui nel I semestre 2017

Secondo quanto affermano gli ultimi e più recenti dati del Barometro Crif, relativi ai primi sei mesi del 2017, diminuisce il numero di richieste di nuovi mutui, in una proporzione pari al -5,7 per cento rispetto al 2016. Tuttavia, aumenta di buona misura l'importo medio, che ha quasi raggiunto la quota di 125 mila euro, con un aumento del 2 per cento rispetto al 2016.

A fare ancora peggio è stato il mese di giugno, che si è concluso con una contrazione pari a -7,8 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (con un valore ponderato a parità di giorni lavorativi), probabilmente anche a causa del rallentamento del trend di sviluppo delle surroghe: le sostituzioni di mutui, da inizio anno ad oggi, hanno intrapreso una strada di continuo declino... non certo sorprendente, considerato che le persone che avevano intenzione di surrogare un mutuo probabilmente lo hanno già fatto, esaurendo così il bacino di potenziale utenza.

Come anticipato, di contro a crescere è l'importo medio richiesto, che secondo l'ultima rilevazione del Barometro CRIF si è attestato a 127.282 euro, superiore di oltre 4 mila euro a quello riscontrato nel mese di giugno dell'anno precedente. Più in generale, emerge come nei primi sei mesi del 2017 si sia consolidato il trend di costante aumento del valore, tanto che l'importo medio richiestè stato pari mediamente a 124.997 euro, in aumento del 2 per cento rispetto al dato del corrispondente periodo dell'anno precedente.

Relativamente alla distribuzione delle richieste per classi di importo, nel corso del primo semestre 2017 le richieste degli italiani si sono concentrate soprattutto nella classe compresa tra 100 e 150 mila euro, con una quota del 29,5 per cento. Rispetto ai dati rilevati nello stesso periodo del 2016, le richieste verso le classi di importo maggiori (superiore ai 150 mila euro) sono cresciute dell'1,4 per cento, corrispondente a un calo di simile entità per la fascia sotto i 100 mila euro.

Infine, per quanto attiene la ripartizione dei mutui per durata, la prevalenza è per i mutui tra i 16 e i 20 anni, con una quota del 24,2 per cento, davanti ai mutui tra i 26 e i 30 anni (il 21,7 per cento) e i mutui tra i 21 e i 25 anni (il 21,5 per cento).

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