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, Roberto

Tassi di interesse Euribor e IRS ancora sui minimi storici

Come da attese, la BCE ha scelto di mantenere i tassi invariati nel meeting dello scorso 26 ottobre, modificando però nel contempo il percorso di acquisto di titoli, prolungando il programma da gennaio 2018 con un ammontare mensile minore (30 miliardi di euro al mese) ma per un periodo più lungo (9 mesi) rispetto alle attese iniziali, e lasciando aperta la strada a un prolungamento, o anche a un nuovo potenziamento, del programma di acquisto titoli oltre settembre 2018.

Così facendo, la Banca si impegna ad acquistare nel corso del prossimo anno titoli per altri 270 miliardi di euro, all’interno di un programma riveste caratteri di flessibilità, necessari per far fronte ai limiti per emissione e per emittente imposti dal programma stesso. La decisione non è stata tuttavia unanime e si è soffermata soprattutto sulla convenienza di lasciare o meno il programma con una fine aperta o indicare un termine preciso; alla fine, “a larga maggioranza” ha prevalso la preferenza per una soluzione “open end”.

La BCE ha nell’occasione altresì presentato una guidance, un orientamento in termini di future decisioni, sui reinvestimenti dei titoli a scadenza nel proprio bilancio, ossia sul livello che il bilancio stesso avrà dopo la fine del QE. Il Consiglio ha in tal proposito affermato che la politica dei reinvestimenti resterà in essere per un lungo periodo di tempo dopo la fine del QE, sostanzialmente vincolandosi a una fase di bilancio stabile dopo la fine del QE. Invariata invece la forward guidance sui tassi, che resteranno sui livelli attuali per un lungo periodo di tempo dopo il termine del programma di acquisto titoli.

In questo scenario, i tassi Euribor rimagnono stabili e negativi su tutte le scadenze, con il 12 mesi in ulteriore diminuzione. Il quadro dei tassi compressi dovrebbe pertanto confermarsi anche per i mesi a venire, sulla scia di una politica monetaria ancora estremamente accomodante. I tassi Eurirs dopo la decisione della BCE si sono invece leggermente ridotti per poi risalire parzialmente. I livelli dei tassi rimangono comunque storicamente ridotti, seppur più elevati rispetto ai minimi di metà 2016.

Attualmente, confermiamo pertanto la preferenza verso l’indebitamento flessibile o a tasso fisso rispetto a quello a tasso variabile, per gli orizzonti temporali medio-lunghi. Gli orizzonti temporali brevi o brevissimi possono invece beneficiare in misura più significativa di un prolungato periodo di tassi Euribor o BCE a livelli minimi.

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