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Tassi mutui, bassi livelli in attesa della prossima riunione BCE

In attesa della prossima riunione della Banca Centrale Europea, dalla quale si attendono diverse indicazioni sulla politica monetaria del futuro, l’attenzione degli analisti sembra essere principalmente puntata sugli interventi dei banchieri centrali in occasione di meeting internazionali in corso.

Peraltro, almeno per il momento – e difficilmente non sarà così anche nei prossimi giorni - dagli interventi di diversi esponenti della Banca Centrale Europea, incluso il Presidente Mario Draghi, sta emergendo un quadro di grande cautela sulle prossime mosse di politica monetaria dell’istituto monetario, con la possibilità di vedere la riduzione degli acquisti di titoli “spalmata” almeno fino a settembre 2018.

Insomma, quello che si sta delineando all’orizzonte è un quadro molto accomodante di politica monetaria, nonostante la graduale rimozione dello stimolo. Il quantitative easing si profila all’orizzonte in maniera estremamente cauta e graduale, e difficilmente le prossime settimane forniranno elementi per una valutazione differente su questo ambito.

Per quanto attiene i tassi, quelli Euribor ad oggi rimangono stabili e negativi su tutte le scadenze, con il tasso Euribor a 12 mesi che sembra puntare a una ulteriore diminuzione. Tale quadro di tassi compressi dovrebbe dunque confermarsi anche per quanto attiene i mesi a venire, sulla scia di una politica monetaria che risulta essere ancora estremamente accomodante.

Sul fronte dei parametri di riferimento per i fissi, i tassi Eurirs sono leggermente diminuiti dopo le indiscrezioni sulla tempistica della riduzione degli acquisti da parte della BCE. I livelli dei tassi restano storicamente ridotti, seppur più elevati rispetto ai minimi di metà 2016.

Complessivamente, l’orientamento è quello prevalentemente positivo verso una preferenza verso l’indebitamento flessibile o a tasso di interesse fisso rispetto a quello a tasso di interesse variabile, per gli orizzonti temporali medio - lunghi. Di contro, gli orizzonti temporali brevi o brevissimi possono invece beneficiare in misura più significativa di un prolungato periodo di tassi Euribor o BCE a livelli minimi. Nell’ambito dei tassi fissi, permane ancora una preferenza relativa sulle scadenze extra-lunghe (30 e 40 anni) e sul decennale.

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Mutui, tassi ancora stabili nelle ultime settimane


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