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Zambrano: la normativa inadeguata frena i professionisti

Il quadro normativo attuale è assolutamente inadeguato. E’ questa la denuncia che proviene dai professionisti. Lo ha evidenziato il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, nel corso dell'assemblea nazionale svoltasi a Roma, dal titolo “Ri-progettare l'Italia. Innovazione, ricerca e infrastrutture: gli Ingegneri oltre la crisi”.

L’elenco di ciò che non va nella normativa italiana è nel settore della progettazione. Zambrano parla di procedure complesse, pareri rilasciati da soggetti incompetenti, ritardi nella trasmissione delle carte.

Circa i certificatori energetici, il recente decreto sui criteri di accreditamento sarebbe contrastante con le norme sulle competenze professionali.

In merito al decreto parametri, Zambrano critica fortemente l’iter di quasi un anno e mezzo con pareri e concertazione di differenti soggetti.

Zambrano non si è trattenuto neanche in merito decreto “del Fare” (DL n. 69 convertito nella legge n. 98/2013). Per lui sarebbe uno scherzo la norma sugli indennizzi, in merito ai ritardi della PA nell’espletamento delle pratiche; le norme sulla conferenza dei servizi sarebbero inutili e ricche di ostacoli, nonché altre disposizioni, come ad esempio sulle demolizioni e ricostruzioni.

Secondo il presidente del CNI la vicenda dei ritardi sulle nuove norme tecniche per le costruzioni, ferme ormai da due anni, hanno rivelato che al Consiglio superiore dei lavori pubblici c'è ormai un’addensata incompetenza diffusa egregiamente. Il Consiglio nazionale degli ingegneri ritiene che l'UNI (Ente di unificazione della normazione tecnica) dovrebbe impiegare le proprie risorse per ampliare il proprio campo d'azione, andando ad attuare una riduzione delle competenze del CSLLPP e delle strutture interne ai ministeri.

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