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Immobiliare europeo, Londra traina ancora il segmento corporate

Il mercato immobiliare europeo nel corso del 2017 ha fornito agli investitori l’impressione di una ripresa degli investimenti nel segmento corporate. Stando agli analisti, le aspettative di crescita del settore rimangono ancora piuttosto elevate anche per il 2018.

Peraltro, risulta essere di interesse notare come l’effetto Brexit, che aveva spinto in forte calo gli investimenti nel comparto verso il Regno Unito (con un passo indietro addirittura pari al -34,5% dopo un anno dal referendum), si sia evidentemente attenuato nel corso del 2° semestre 2017, pur apprestandosi a lasciare ancora i segni nel medio termine. Di fatti, emerge tra gli osservatori



l’opinione secondo cui il mercato immobiliare corporate inglese sia una grande incognita, e che non si possa affatto escludere che gli effetti della Brexit possano manifestarsi ancora più duramente nei prossimi mesi, considerata la diffusa incertezza sugli accordi bilaterali che sta ritardando i processi decisionali di investimento.

Per quanto riguarda gli altri contesti europei, traggono vantaggio dalla minore attrattività del Regno Unito la Germania e i Paesi dell’Est Europa, con flussi in crescita; anche l’Italia ha tratto beneficio, con un incremento di circa il 2%.

Passando invece alla tipologia di immobili più richiesti, il settore industriale e quello della logistica tirano le somme in maniera soddisfatta, valutato che nei primi nove mesi del 2017 hanno raccolto il 25% del capitale investito. Bene anche l’interesse per gli altri settori, come gli immobili ad uso alberghiero, che continuano a rappresentare più del 7% del totale investito, così come le residenze per anziani e lo student housing.

Concludendo infine con uno sguardo sulle maggiori città in ordine di affluenza degli investimenti, nonostante la flessione Londra continua ad essere il mercato più rilevante, con circa 32,5 miliardi di euro di impieghi nel solo ultimo anno. A crescere è anche Parigi, dopo una lieve flessione rilevata nei primi mesi del 2017. Di contro, rallentano la crescita le maggiori città tedesche, come Berlino, Francoforte e Monaco di Baviera, che dopo un significativo balzo in avanti del 1° trimestre 2017, si sono mantenute su volumi pressoché invariati rispetto al 2016. Nella top ten, entrano inoltre alcune città scandinave come Helsinki (5,9 miliardi di euro) e Stoccolma (4,7 miliardi di euro).


Investimenti immobiliari, inizia la fuga da Londra?