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Mercato immobiliare italiano, il 2017 si chiude stabile

Il mercato immobiliare italiano ha chiuso lo scorso anno con prestazioni di stabilità per quanto concerne i prezzi, sebbene il quadro generale si stia contraddistinguendo ancora per una evidente disomogeneità delle prestazioni. Di fatti, secondo quanto suggeriscono i dati formulati da un recente Osservatorio curato da Immobiliare.it, il mercato residenziale italiano ha mandato ni archivio il 2017 con una quasi invariabilità a livello generale rispetto ai prezzi degli immobili in vendita: la media è di 1.898 euro al metro quadro a livello nazionale, con una variazione su base annua pari al -0,5%.

Tuttavia, entrando in un livello di maggiore dettaglio, il



quadro che emerge risulta essere particolarmente disomogeneo: se infatti da una parte nei grandi centri cittadini e nei principali capoluoghi della Penisola l’andamento del comparto si mantiene in linea con i passati valori, la situazione risulta essere ben diversa nei piccoli comuni, che ancora sono in grado di giocare il ruolo di principali “vittime” degli effetti della crisi.

Per quanto poi riguarda la domanda di immobili, limitatamente a quanto avvenuto nelle tre grandi metropoli del nostro paese (Milano, Roma e Napoli), evidenziamo un 2017 dai risultati piuttosto incoraggianti, chiusosi con un trend di crescita della domanda pari al +8,7% rispetto al precedente anno. Secondo le stime formulate dall’operatore, anche il 2018 dovrebbe contraddistinguersi per un buon proseguimento di questa dinamica positiva, arrivando a sfiorare il +10%.

Uscendo poi dal perimetro delle tre principali metropoli tricolori, notiamo come la domanda di abitazioni in Italia, a livello generale, abbia subito un incremento del +5,8% in un anno che, secondo le previsioni di Immobiliare.it, dovrebbe accelerare al +7% nel 2018. Su questo fronte bisogna però sottolineare una distinzione per ciò che riguarda i valori di mercato: da una parte troviamo città come Firenze e Bologna che si sono caratterizzate per risultati evidentemente favorevoli, e valori medi delle abitazioni che sono aumentate in maniera quasi costante, rispettivamente del +2,8% e del +3,8% rispetto a quanto riscontrato nel periodo di confronto precedente; dall’altro ci sono invece capoluoghi come Torino, Bari e Palermo, che hanno potuto chiudere il 2017 con una riduzione dei costi degli immobili piuttosto sensibile, ma che dovrebbero comunque apprestarsi a vivere un 2018 di risveglio, anche sul fronte dei prezzi di mercato delle proprietà immobiliari abitative.


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