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Immobiliare Milano, come è iniziato l'anno per il capoluogo lombardo

In un contesto a tinte molto varie, Milano si conferma come unica realtà metropolitana italiana in cui la ripresa economica e urbanistica che si sta attraversando nei principali Paesi europei sta avendo le sue connotazioni tricolori.

Stando a quanto suggerisce il contenuto dell’ultimo report di Scenari Immobiliari, infatti, tra il 2010 e il 2017 gli investimenti immobiliari a livello nazionale sono stati pari a 38,8 miliardi di euro, e di questi ben 16 miliardi di euro (oltre il 40%!) hanno interessato l’area metropolitana milanese. Per il 2018, i più importanti osservatori prevedono un ulteriore incremento, con altri 7 miliardi di euro



di gettito sul mattone di Milano e dintorni.

In merito all’entità degli interventi di sviluppo immobiliare per singolo comparto a marzo 2018, Scenari Immobiliari ci ricorda come nel capoluogo lombardo sia registrata una prevalenza relativa da parte del residenziale (che raggiunge il 46%), seguito dal terziario (30%). Nel resto della provincia aumentano, invece, le iniziative di natura terziaria, proprio a scapito di quelle a destinazione residenziale.

Passando poi agli ultimi dati Nomisma, complessivamente a Milano e provincia, gli interventi alla fine del di marzo dovrebbero rappresentare investimenti per circa 19 miliardi di euro, con un incremento di quasi il 20% rispetto alla rilevazione di marzo 2017. A ricoprire il peso maggiore è, ancora una volta, il settore terziario: a tale comparto va infatti attribuito circa il 43% degli interventi censiti.

Soffermandoci ancora su qualche statistica fornita sempre da Nomisma in termini puntuali, il settore terziario riconduce circa 8,2 miliardi di euro di investimenti effettivi e previsti a marzo 2018, mentre il residenziale si “accontenta” di 7,4 miliardi di euro, con un’incidenza sul totale di mercato del 39%. Seguono i servizi, con 2,5 miliardi di euro di interventi effettivi alla fine del trimestre, per una quota del 13%, e infine il settore produttivo, con 859 milioni di euro e un’incidenza del 4% rispetto al totale.


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