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Previsione costo dei mutui: tassi bassi ancora per qualche tempo

Alla riunione del 9 marzo manca ancora qualche giorno, ma recentemente il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi è comunque intervenuto al Parlamento europeo per ribadire che l’euro è "irrevocabile", e confermando nel contempo il supporto della Banca centrale per il consolidamento della ripresa economica ancora per lungo tempo, e fino a quando non sarà riscontrata in assenza di supporti da parte dell'istituto monetario.

Alla rassicurazione del numero uno della BCE ha poi fatto seguito un intervento della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che in realtà alcuni media non hanno interpretato correttamente: la posizione favorevole all’ipotesi di un’Europa a due velocità



non era infatti riferita al fatto che l'Europa debba spaccarsi in due, e che lintegrità del progetto monetario comune possa essere messa in discussione. Ad ogni modo, i mercati hanno temporaneamente risentito dell’equivoco, con un significativo allargamento degli spread dei Paesi cosiddetti "periferici", come l'Italia.

Anche la BCE non ha, dal canto suo, mai messo in discussione il proprio supporto in termini di liquidità al sistema, contribuendo a tenere contenuti i livelli dei tassi, soprattutto sulle scadenze brevi.

Alla luce di ciò, osserviamo come nel corso del mese di febbraio i tassi Euribor siano rimasti sostanzialmente stabili e negativi sulle principali scadenze. Tale quadro di Euribor compressi al ribasso dovrebbe poter essere confermato anche a marzo e per qualche mese a venire. I tassi Eurirs (sia su 10 anni che su 30 anni) hanno invece registrato un moderato rialzo nell’ultimo mese, allontanandosi ulteriormente dai minimi della scorsa estate. I livelli restano tuttavia storicamente ridotti.

A quanto sopra non possiamo che integrare la valutazione secondo cui sarebbe ben giustificabile una preferenza verso l’indebitamento flessibile o a tasso fisso rispetto a quello a tasso variabile, per gli orizzonti temporali medio-lunghi. Gli orizzonti temporali brevi o brevissimi possono invece beneficiare in misura più significativa di un prolungato periodo di tassi Euribor o BCE a livelli minimi. Nell’ambito dei tassi fissi, permane ancora una preferenza relativa sulle scadenze extra-lunghe (30 e 40 anni) e sul decennale.

Tradotto in termini molto più concreti, nel caso di mutui a 20 o 30 anni il tasso fisso potrebbe essere una buona ipotesi da tenere in considerazione, mentre per mutui di 5 anni, il variabile potrebbe essere la scelta complessivamente più conveniente in termini di costo totale del mutuo.


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