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Tassi mutui ancora in calo: l'inversione si avvicina?

Secondo quanto afferma l'ultimo bollettino della Banca d'Italia, risalente alla fine del mese di dicembre e, dunque, al termine dello scorso esercizio, i tassi di interesse applicati ai finanziamenti concessi alle famiglie italiane per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sarebbero mediamente calati al 2,32 per cento, 0,03 punti percentuali in meno rispetto al 2,35 per cento con cui si era chiuso il precedente mese di novembre.

Ad ogni modo, non sono pochi i segnali di potenziale avvicinamento di un'inversione di tendenza: alcune banche hanno già iniziato a incrementare il costo del denaro sulle operazioni di acquisto delle abitazioni, e



l'impressione è che già nel corso del mese di gennaio 2017 il report di Bankitalia possa riscontrare un incremento del tasso medio.

Tornando al bollettino per il mese di dicembre, rileviamo come in aumento siano sicuramente i finanziamenti erogati, con i prestiti al settore privato che hanno registrato una crescita su base annua dell'1,1 per cento contro il + 0,5 per cento del mese di novembre, mentre il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è stato pari a -0,7 per cento, contro il - 1,7 per cento del mese di novembre. Tuttavia, lo stock finale è salito a 200,9 miliardi di euro, superando così la soglia dei 200 miliardi dopo i 199,06 miliardi di euro del mese precedente.

Per quanto concerne i principali altri elementi statistici pubblicati dal dossier di Bankitalia, rileviamo come a dicembre il tasso di crescita sui depositi del settore privato sia aumentato al 4,9 per cento contro il 4,4 per cento a novembre. Se i risparmiatori aumentano i depositi, diminuiscono sicuramente la i ricorsi alla raccolta obbligazionaria: lo spettro del bail-in forse continua a farsi troppo minaccioso e, così, la raccolta di bond è stata penalizzata: la raccolta obbligazionaria, compresa anche quella detenuta dal sistema bancario, è infatti diminuita del 10,9 per cento su base annua contro il 9 per cento del mese precedente. Al netto delle obbligazioni che sono detenute dal sistema bancario, la raccolta obbligazionaria è invece diminuita del 19,2 per cento, contro il - 17,4 per cento del mese precedente.

Vedremo ora, con gli aggiornamenti del prossimo mese di gennaio, che cosa potrà accadere al volume di finanziamenti e, soprattutto, al tasso applicato alle operazioni di prestito al settore privato, con l'impressione che il costo del denaro possa riprendere una strada di atteso incremento.


Tassi mutui, costo medio in rialzo a fine estate