Contabilizzazione del calore in condominio: come funziona?

Contabilizzazione del calore in condominio: normative e funzionamento

Dal 2014 è obbligatoria la contabilizzazione del calore nei condomini per gli impianti di riscaldamento centralizzati condominiali; a differenza di quelli autonomi infatti, i condomini sono obbligati ad avere un sistema di contabilizzazione del calore affinché si ottenga un risparmio energetico, economico e una riduzione delle emissioni di CO2 nell’ambiente.

Cos’è la contabilizzazione del calore?

La contabilizzazione del calore è quel meccanismo che permette di calcolare e gestire i consumi del riscaldamento in maniera autonoma in una caldaia centralizzata grazie alla presenza di contatori individuali. In un condominio infatti, ogni appartamento sarà autonomo nella gestione e nel consumo di gas e acqua, ognuno con i propri orari e temperature, con piena libertà di gestione con un riscontro effettivo della bolletta; infatti attraverso la contabilizzazione del calore il condomino pagherà il suo consumo effettivo. In ogni appartamento verranno installate delle valvole termostatiche e dei termostati affinché i consumi vengano effettivamente ottimizzati e si permetta di risparmiare sia sulla bolletta che sulle emissioni.

Ripartizione delle spese di riscaldamento 

A seguito della cancellazione della Norma Uni 10200, ovvero la norma che stabilisce l’equa ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda all’interno del condominio , entra in vigore il 29 Luglio 2020 il nuovo D.lgs. n. 73/2020 ed introduce delle modifiche sostanziali per la ripartizione delle spese energetiche all’interno del condominio.

L’importo complessivo è suddiviso tra tutti i condomini con l’attribuzione ai consumi volontari di almeno il 50% per le spese di riscaldamento, acqua calda o raffrescamento (anche chiamata quota volontaria). Gli importi rimanenti ( quota involontaria) possono essere ripartiti in millesimi, metri quadri, metri cubi utili o secondo le potenze installate.

Vantaggi della contabilizzazione del calore

Nei vecchi condomini, prima del decreto vi erano caldaie centralizzate che si attivavano in tutto il condominio in determinate ore ed a determinate temperature e il condominio divideva la spesa complessiva con la divisione millesimale o sul volume dell’immobile. Questa situazione comportava che i condomini non potevano decidere quando accendere o spegnere il riscaldamento, la casa veniva riscaldata anche in loro assenza e senza alcuna utilità. Attraverso la contabilizzazione del calore si sono così apportati diversi vantaggi come:

  • il risparmio sulla spesa di combustibile utilizzato; 
  • la diminuzione delle emissioni di CO2;
  • risparmio di energia consumata dal 15 al 35%; 
  • risparmio economico in bolletta;
  • più indipendenza e autonomia nella gestione del riscaldamento

Con questo sistema si hanno gli stessi vantaggi di un sistema di riscaldamento autonomo ma risulta più sicuro, più economico ed efficiente.

Fatturazione del consumo del calore

La fatturazione delle utenze devono essere fornite almeno ogni due mesi e devono basarsi su consumi effettivi o attraverso la lettura del contabilizzatore.

Nel caso del condominio, per la fatturazione dei coi consumi il responsabile è l’amministratore di condominio o un delegato a cui è stato assegnato il compito, 

In ogni caso il decreto del 2020 impone che i contatori di fornitura siano leggibili da remoto e dal 1 Gennaio 2027 sarà obbligatoria la possibilità di fare la telelettura su ogni sistema di contabilizzazione.

Proroga contabilizzazione calore.

Il termine per installare i sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini con riscaldamento era fissato al  31 dicembre 2016 ma poi fu prorogato al 30 giugno 2017

A chiedere la proroga furono in molti e se la contabilizzazione del calore non fosse stata prorogata molti condòmini sarebbero andati incontro a sanzioni da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare.

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