Restauro mobili antichi Fai da te passo dopo passo

Restauro Mobili Antichi

Restauro mobili antichi

In un mondo ormai standardizzato, riaffiora finalmente l'arredamento con mobili antichi per dar vita a nuovi complementi d’arredo unici, che rievocano il passato donando valore aggiunto alla casa.

I mobili antichi, in vero legno, spesso hanno grande valore e lasciarli al deterioramento sarebbe un vero peccato, sia in termini di valore economico che di valore affettivo. 

Il restauro di mobili antichi però, ha prezzi molto elevati e non tutti possono permettersi una spesa del genere, ma se si ha un po' di dimestichezza con i lavori manuali, con qualche consiglio è possibile effettuare i restauri dei mobili antichi fai da te.

 Restauro mobili antichi: prezzi

Valutiamo per primo i costi del restauro di mobili antichi da un restauratore esperto, questi prezzi sono estremamente indicativi, generalizzati su una media statistica, potreste imbattervi in un restauratore più o meno caro. Il prezzo inoltre varierà in base alla grandezza del mobile e al valore del mobile stesso in maniera direttamente proporzionale.

Sverniciare i mobilida 100€ a 200€
Trattamento antitarloda 50€ a 150€
Manodopera50€ l'ora
Restauro mobili antichida 150€ a 1000€
Restauro mobilida 100€ a 800€

Restauro mobili antichi Fai da te

Se decidete invece di cimentarvi nel restauro fai da te dovrete seguire delle fasi di lavorazione molto accuratamente per far sì che il mobile non venga rovinato. 

Pulizia e smontaggio 

Prima di iniziare il restauro si consiglia di tenere  qualche giorno il mobile in un posto arieggiato e fresco, per permettere al legno di asciugarsi bene e di eliminare eventuale umidità racchiusa nel legno. Successivamente il mobile deve essere pulito accuratamente, in tutte le sue superfici e il tutti i suoi intagli con l'ausilio di un pennellino o di uno spazzolino a setole morbide. Successivamente, se il mobile ha cerniere, manopole o parti in metallo, bisognerà smontarle affinché si potrà lavorare esclusivamente sul legno. Successivamente si dovrà lavorare anche le parti metalliche ( solitamente si tratta di ottone) eliminando la possibile ruggine e lucidando tutta la superficie con prodotti specifici, per sapere come pulire l'ottone clicca sul link.


Sverniciatura

Una volta terminato il lavoro di pulizia si passerà alla seconda fase: quella di riportare il legno al suo stato naturale. togliendo la vernice o la cera. Questa è la fase più delicata perché, soprattutto per i mobili antichi, se si utilizzano solventi troppo aggressivi si potrebbe rovinare il legno. Per questo motivo è necessario scegliere accuratamente il solvente da utilizzare, evitando il più possibile prodotti chimici. Gli sverniciatori possono essere sia liquidi che a spray, i primi preferibili per superfici piane, i secondi su superfici irregolari. Lo strumento più indicato è sicuramente la lana d'acciaio che ha potere abrasivo ma non graffia le superfici.


Antitarlo

Se il legno presenta dei piccoli fori, sicuramente all'interno del legno sono presenti i tarli, che si nutrono della polpa del legno, quindi bisognerà agire con con un antitarlo a base di permetrina. Quest' insetticida è composto da un  solvente incolore ed inodore, che gli permetterà di arrivare in profondità nel legno seguendone la sua capillarità. Anche questi si trovano sul mercato sia in formato liquido che solido.


Ripristino e levigatura

Se il legno è scheggiato, graffiato o riporta dei solchi  sarà necessario stuccarlo e carteggiarlo. Per riparare le crepe bisognerà utilizzare degli stucchi di gesso appositi, che una volta essiccato potrà essere levigato e verniciato. Questi stucchi esistono sia a pasta, da utilizzare quando la parte da riempire è ampia, sia in formato stick quando si tratta di piccoli fori o crepe sottili. Successivamente, una volta essiccato lo stucco bisognerà carteggiare con carta abrasiva per eliminare lo stucco in eccesso e creare una superficie levigata.


Colorazione

La colorazione o la preparazione del fondo è facoltativa, può essere utilizzata per rendere più caldo il tono del mobile per andare a livellare zone di diverse tonalità.

Prima di immergere il pennello, la prima cosa da fare è pulire accuratamente tutte le superfici con uno straccio di lino dall'alto verso il basso, eliminando ogni minima traccia di povere o altro.

In commercio si trovano tantissime alternative per colorare il legno, l'aniline in polvere o i coloranti all'acqua sono perfetti per i principianti poiché aderiscono facilmente e hanno un elevato potere colorante. Inoltre sul commercio si trova un ampia gamma di colori, per soddisfare ogni gusto. In alternativa possiamo utilizzare coloranti polivalenti o mordenti per legno, i primi vengono utilizzati soprattutto sui legni grezzi perché vanno ad esaltare le venature naturali del legno mentre ei secondi altamente coprenti le troviamo anche il colori pastello; diventano più o meno coprenti in base alla percentuale di diluizione dell'acqua o alcool. L'ultima alternativa è quella della cera colorante, che oltre a ripristinare il colore naturale del legno va a nutrirlo e proteggerlo dalla polvere.


Finitura o Lucidatura

La fase finale, quella della lucidatura è quella che maggiormente andrà a valorizzare l'intero lavoro e forse anche il passaggio più soddisfacente. La lucidatura darà luce e brillantezza al mobile e saremo noi a decidere se mantenere un aspetto antico o del tutto nuovo. Utilizzando la gommalacca, una resina naturale, si andrà a valorizzare la superficie donandogli brillantezza e luce. Può essere data a pennello o a tampone, sempre seguendo il verso delle venature del legno. La gommalacca a tampone è più indicata per le superfici lisce mentre il pennello ti aiuterà a raggiungere tutte le parti degli intarsi o in superfici non omogenee. L'ultimo prodotto è la cera, si trova in commercio sia solida che liquida, protegge dallo sporco dalla polvere e dall'acqua, può essere passato anche solo per dare lucentezza, passandone una minima quantità con un panno morbido di lana seguendo le venature del legno.


Hai completato il restauro di un mobile antico, se hai avuto un modesto risultato e ti è piaciuto lavorare con il legno, ti sei rilassato pennellando le superfici e ti sei divertito nel cimentarti in questa esperienza perché non valuti l'idea di frequentare un corso di restauro mobili antichi?

Corso di restauro mobili antichi

Il mestiere del restauratore è sempre più ricercato e la tendenza a sostituire velocemente il vecchio con il nuovo e ad acquistare sempre cose nuove, ha penalizzato molto questi antichi mestieri, ma c'è anche da dire che l'arte del restauro è altamente ricercata e profumatamente riconosciuta proprio perché così rara. Per questo motivo chi coltiva l'arte del restauro, oltre ad avere un valore aggiunto, ricopre una figura professionale ricercata e ben pagata.

Segnaliamo ad esempio Carlo Ferrari, un noto restauratore di Milano che promuove corsi in bottega per tramandare l'arte del restauro. I corsi hanno dei prezzi accessibili, e fino a Novembre i posti sono già tutti esauriti.

O anche  Mario Gasperini a Roma (Prati) che presso la sua bottega tiene corsi che partono da 150€ al mese. Gli antichi restauratori cercano di tramandare l'arte affinché questo mestiere non decada, insieme ai ragazzi di bottega ormai quasi estinti.


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