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, Valentina

10 trend che incideranno sul mercato immobiliare post covid-19

Il mercato immobiliare all’inizio della crisi è stato uno dei settori per il quale si erano previste conseguenze catastrofiche a livello economico e di investimento. Ci sono stati dei crolli e degli stop, ma il peggio non si è verificato… almeno per ora.

La pandemia ha inciso tanto e con sé ha portato dei cambiamenti radicali nel tessuto sociale che ci hanno messo davanti alla scelta di rivedere le nostre abitudini sia lavorative sia private. E nel mercato immobiliare si sono introdotte delle variabili che, finché non si sarà raggiunta una nuova stabilità, incideranno tantissimo sul futuro degli investimenti.

Tutti, in ogni settore, sono stati chiamati a rivedere le loro attività. Cosi accade che nel mercato immobiliare post-covid19, si sono affermati dieci trend che hanno modificato e modificheranno non solo gli andamenti futuri delle compravendite immobiliari, ma anche la ricerca per soddisfare le nuove necessità degli investitori.

Il blocco e il rimando delle decisioni prese dalle varie società e privati, il rallentamento e la chiusura delle attività imposte dalle misure per il contenimento della pandemia hanno, in un certo senso, costretto il mercato immobiliare a riadattare le sue prerogative, modificando i processi strategici.

Ci sono quindi nuove realtà a cui il mercato immobiliare post-covid19 deve adattarsi, e soprattutto reinventarsi.

Scopriamo insieme quali sono le novità che incideranno sui cambiamenti del mercato immobiliare.

I 10 trend che incideranno sul mercato immobiliare post-covid19

Tutti questi cambiamenti sono alla base di una ricerca del benessere comune, e di ritrovare quell’armonia che ormai nel nostro tessuto sociale sembra essere sparita.

1. Un nuovo spazio di lavoro, quello “aumentato” o virtuale

Che significa? La pandemia ci ha messo difronte ad una realtà, che per lo meno in Italia, non era così conosciuta. Il lavoro da casa, lo smartworking, o riduttivamente chiamato telelavoro, ha comportato un adeguamento degli spazi e quindi a livello immobiliare, la ricerca di nuove forme di casa.

Non solo privati, ma anche quelli lavorativi. Si ripensa quindi allo spazio del lavoro in ufficio con la creazione di ambienti smart, che sono personalizzati in base al dipendente e più tecnologici. È proprio la tecnologia ad essere indicata come la giusta chiave per aumentare l’efficienza lavorativa e produrre nel migliore dei modi.

Le tecnologie digitali, i tool, e i vari strumenti di comunicazione, stanno finalmente avendo un ruolo di importanza, fondamentali per poter garantire le modalità di lavoro in remoto.

2. Il Fast Data

Come prima accennato, in Italia rispetto ad altri paesi, non si è avvezzi all’utilizzo della tecnologia al fine di favorire i processi lavorativi. Non è un caso che nel mercato immobiliare il 30% dei manager di settore affermano che la mancanza di una gestione agile dei dati limita le loro capacità di azione e produttività lavorativa.

Siamo abituati a stipare tutto su carta, chiudere i documenti in fascicoli e poi catalogarli in archivi. La pandemia ci ha costretto, al fine di migliorare, a rivedere questo processo. Avere una migliore gestione dei dati significa in primo luogo, accessibilità dinamica, ossia il poter leggere e usufruire di quei dati in ogni momento e su ogni dispositivo.

Utilizzare una gestione dei dati tecnologica non farà altro che accrescere il valore del settore, perché è in grado di restituire velocità, agilità e affidabilità ovviando e annullando tutti i problemi di attese e risposte per nel ricevere degli elementi necessari per svolgere il proprio lavoro.

L’investimento in infrastrutture digitali e in sistemi operativi moderni dovrebbe essere la nuova frontiera e il prossimo obiettivo, che permetterà di ottenere risultati positivi in ogni settore, non solo in quello del mercato immobiliare.

3. Ambienti di lavoro consapevoli

Che cosa si intende per consapevoli? Gli uffici sono passati da stipare i loro dipendenti in uffici piccolissimi ad un open space che accogliesse tutti, con la speranza di far integrare tra di loro i dipendenti e creare un senso di appartenenza all’azienda.

Ovviamente, non è un processo che funziona. Perché? Si tratta sempre di singoli individui e come tali ognuno ha le proprie esigenze. La pandemia ha avuto un risvolto positivo in questo termine sollevando tutto ciò che non andava: si dovranno modificare gli ambienti di lavoro rendendoli più inclusivi. Maggiore è il benessere e maggiore sarà il talento che l’azienda riuscirà ad avere dai loro lavoratori.

Onestamente è necessario un acceleramento in questo senso. Pensare a dei programmi individuali e strategie che vadano incontro alle esigenze e allo stile di vita dei lavoratori, è fondamentale per aumentare la produttività in azienda.

Non è un caso che degli studi hanno dimostrato che le persone che lavorano in smart working, e quindi alle loro condizioni, producono di più. Ad esempio nelle grandi aziende, la presenza continua può rappresentare uno ostacolo alla produttività di alcuni gruppi lavorativi. Adottare un modello da remoto è la chiave per una nuova cultura aziendale che è orientata ai risultati, e in grado si stimolare i dipendenti stessi.

Il futuro è iniziare a valutare il lavoro non in termini di ore, ma di raggiungimento degli obiettivi.

4. Le nuove tipologie di dati

Quanto sopra si traduce in termini di dati. Queste nuove tipologie di dati avranno un ruolo essenziale che permetterà di misurare la qualità del benessere dei dipendenti, quella dello spazio di lavoro e dell’innovazione produttiva.

Non sono da sottovalutare i dati che specificano la preferenza, a livello di localizzazione, della sede di lavoro/aziendale. Si potranno migliorare le condizioni di quelle a basso rendimento capendo quali sono le ottimizzazioni da dover compiere per raggiungere gli stessi livelli di produzione e benessere. Per il mercato immobiliare significa accettare nuove sfide di ricerca per offrire delle soluzioni adatte al cambiamento.

Quindi permetteranno di applicare le cosiddette workplace strategy.

5. Spazio flessibile

Come si fa mantenere il benessere dei dipendenti? Sicuramente nelle risorse di una azienda è necessario introdurre degli spazi flessibili, ossia un network di spazi di lavoro che possono essere raggiunti quando necessario. Inoltre come ci hanno dimostrato le conseguenze della pandemia, avere una connessione tra differenti luoghi di lavoro permetterebbe di ridurre i rischi in caso di imprevisti, senza alterare troppo la continuità lavorativa.

6. Spostarsi in città più innovative

Tutti questi trend che si prospettano nelle strutture del mercato immobiliare post covid-19, sono da contestualizzare in città che permettono di ricorrere ad un certo grado di tecnologia.

Per poter garantire la messa in opera dei punti precedenti, le ricerche di immobili dalle giuste caratteristiche avverano nelle città inclini a sostenere innovazioni.

Quindi non è da escludere una ripresa delle compravendite per immobili aziendali e privati nelle grandi città.

7. Mercato immobiliare post covid-19: si cerca l’impatto zero

La pandemia ha messo in luce quello che prima non vedevamo. Il costringerci alla lentezza, a minori spostamenti ci ha fatto vedere una natura che man mano si è risvegliata, destando così anche un problema che era passato in secondo piano.

Studi affermano che il 40% dell’emissione dei gas pericolosi è emessa dalle costruzioni e dagli edifici, questo ha reso necessario integrare nei piani aziendali obiettivi che aiutassero a raggiungere un impatto zero sull’ambiente, come la riduzione del consumo energetico e l’emissione di gas.

Il mercato immobiliare post-covid19 ci dimostra come le strategie immobiliari siano sempre più connesse con quelle aziendali, muovendosi verso la sostenibilità.

8. Ricerca di un approccio eco-sistemico

Le decisioni del mercato immobiliare post-covid19, si stanno muovendo verso la direzione descritta sopra. La pandemia ha fatto muovere il mercato immobiliare verso la realizzazione di collaborazioni con aziende innovative volte alla ricerca di soluzioni comuni. La congiunzione, le contaminazioni con settori differenti e le interazione con altre realtà porterà solo accrescimento per l’intero settore e altre prospettive d’innovazione.

9. Vitalità

Le aziende, nella situazione post covid-19, stanno capendo che devono rivedere i loro asset strutturali e quindi anche gli immobili ed edifici nelle quali sorgono. Stanno capendo che l’inclusione di spazi necessari al comfort dei dipendenti ne migliora la loro produttività. Ed è un elemento che non deve essere affatto sottovalutato perché sarà quello incisivo nel talent retention ma soprattutto nell’acquisizione di nuovi talenti, dimostrando un valore in più aziendale.

10. Spazi del futuro

Concludiamo dicendo che il mercato immobiliare ha avuto una grande scossa, non tanto per lo stop economico quando per aver modificato le convinzioni precedenti basate su una tradizionalità del pensiero e delle ricerche. Siamo consapevoli ora, che gli spazi e gli immobili saranno costantemente soggetti al cambiamento del tessuto sociale, e come tali devono essere pronti alla trasformazione.

La flessibilità di cui abbiamo parlato è solamente la punta dell’iceberg alla quale il mercato immobiliare post-covid19 va incontro.

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