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, Roberto

Compravendite, 600 mila operazioni nel 2018

Per il prossimo 14 e 15 settembre, come di consueto a Santa Margherita Ligure, è in programma il nuovo Forum di Scenari Immobiliari: un appuntamento che anno dopo anno si rinnova, divenendo un momento fondamentale per poter decifrare un mercato in continuo cambiamento e che, secondo quanto afferma il presidente Mario Breglia, si sta rivoluzionando sia dal punto di vista dei beni che dal punto di vista delle persone. “La dimensione degli investimenti si sta riducendo, e per questa ragione è la qualità e le nicchie di valore che vengono premiate” – afferma Breglia, che poi ricorda come il mercato immobiliare del primo semestre è stato caratterizzato da un primo trimestre all’insegna dell’entusiasmo dal punto di vista degli investimenti. Un entusiasmo frenato dall’incertezza politica, che ha raffreddato gli animi nel secondo trimestre.

“Rispetto all’inizio dell’anno gli investimenti esteri si sono ridotti del 56% (ammontando a circa due miliardi di euro soprattutto in uffici e locali commerciali), quelli italiani del 48% (circa un miliardo di euro). Le aspettative sul 2018 erano alte, ma ora è subentrata la prudenza, e gli affari sono stati rimandati a settembre - ottobre, quando probabilmente sarà più chiara la linea del governo soprattutto in materia di tasse” - afferma ancora Breglia.

Il presidente rammenta poi che se diminuisce il volume degli investimenti, aumentano invece dell’11,5% annuo le compravendite nel residenziale, sebbene a un ritmo meno brillante del previsto. “Nel primo semestre si registrano 290 mila transazioni. Lo scorso settembre si prevedevano 650 mila transazioni fino alla fine del 2018, ora dobbiamo correggere la stima a 600 mila. SI tratta comunque di un aumento annuo di circa il 9%” - comunica Breglia.

Per quanto concerne l’interesse degli investitori, gli unici mercati che presentano dei valori immobiliari mediamente al rialzo sono Milano, Firenze, Venezia e Roma, mentre in generale il mercato immobiliare italiano presenta un segno meno, pur ancora contenuto (- 0,2%). In allungamento i tempi delle trattative, con un mercato che è in mano ai compratori. Insomma, per dirla con le parole di Breglia, la crisi si può dire finita ma non si vede ancora una netta ripresa.

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