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Dall' ISTAT , compravendite immobiliari + 19,9 %

Dall' ISTAT , compravendite immobiliari + 19,9 %

III TRIMESTRE 2016, compravendite immobiliari + 19,9 %

AGGIORNAMENTO III TRIMESTRE 2016 (Comunicato ISTAT 08/02/2017), http://www.istat.it/it/archivio/prezzi.

Nel terzo trimestre 2016 le convenzioni notarili di compravendita per unità immobiliari mostrano una crescita significativa, segnando un +19,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Tale valore è l'indice che misura l'andamento del mercato immobiliare attraverso la rilevazione delle compravendite e dei mutui di fonte notarile - fornendo il dettaglio delle compravendite di unità immobiliari, opportunamente distinte in funzione della destinazione : immobili ad uso abitativo, economico, speciale, multiproprietà , e degli atti di garanzia.

In particolare la crescita delle transazioni immobiliari è pari al 17,7% per le unità ad uso abitativo e al 57,9% per i trasferimenti di immobili ad uso economico.
Il 92,2% degli accordi o contratti rogati, riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (158.798), il 7,4% quelli ad uso economico (12.710) e lo 0,5% quelli ad uso speciale e multiproprietà (793).

L'aumento delle compravendite per il complesso dei trasferimenti di unità immobiliari coinvolge tutte le aree del Paese. Valori sopra la media nazionale si registrano nel Nord-est (+29,3%) e nel Nord-ovest (+21,3%); più contenuti gli incrementi osservati nel Centro (+17,7%), nelle Isole (+12,8%) e al Sud (+12,0%).

La crescita interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nazionale nelle Isole (+12,9%), nel Nord-ovest (+11,8%) e nel Nord-est (+9,9%). Il Centro e il Sud registrano una variazione sempre positiva ma più modesta (rispettivamente +8,9% e + 5,4%).La ripresa delle transazioni immobiliari è più pronunciata nei piccoli centri sia per il comparto abitativo (+18,2% contro +17,1% delle città metropolitane) sia per le unità ad uso economico (+63,1% contro +49,8%).

Crescono anche i mutui e i finanziamenti

Nel terzo trimestre 2016 le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (93.997) registrano un incremento del 9,8% rispetto allo stesso trimestre del 2015. Mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca chiudono i primi nove mesi del 2016 con un aumento del 20,7%.

A livello territoriale, la crescita riguarda tutte le ripartizioni geografiche, con incrementi maggiori nelle Isole (+12,9%) nel Nord-ovest (+11,8) e nel Nord-est (+9,9%); più modesti gli aumenti registrati al Centro (+8,9%) e al Sud (+5,4%).

La crescita tendenziale più alta si registra per gli Archivi Notarili distrettuali con sede nelle città metropolitane (+12,1%) rispetto a quelli con sede nei piccoli centri (+8,2%). I primi nove mesi del 2016 si chiudono con una variazione positiva del 20,7%, per un totale di 291.589 convenzioni (+50.061 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Il settore immobiliare chiude quindi complessivamente in positivo i primi nove mesi dell’anno (+19,8%), per un totale di 526.165 convenzioni notarili di compravendita, 86.876 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita riguarda sia il comparto abitazione ed accessori (+19,4%) che quello ad uso economico (+26,7%).

In entrambi i comparti le compravendite crescono con valori sopra la media nazionale nel Nord-est (+22,6% nell’abitativo e +40,3 in quello ad uso economico) e nel Nord-ovest (+20,6% e +27,2%).

Nei primi nove mesi del 2016, sono soprattutto gli Archivi notarili distrettuali con sede nei piccoli centri a registrare la crescita maggiore delle convenzioni di compravendita, con valori superiori al dato nazionale sia nel settore dell’abitativo (+19,9% nelle piccole città e +18,8% nei grandi centri) che in quello economico (rispettivamente +27,4% e +25,6%).

In un contesto economico incerto , il mercato immobiliare italiano prosegue il suo percorso di risalita, seppur faticosamente e ad alimentare le spinte alla crescita è, in particolare, il ritorno di interesse della domanda per l’investimento immobiliare diretto che, nonostante la precarietà reddituale, in Italia rimane un pilastro degli investimenti delle famiglie.

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