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, Roberto

Immobiliare non residenziale, meglio i negozi degli uffici

Stando a quanto affermano i dati del Rapporto Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate e di Assilea, presentati pochi giorni fa, il comparto non residenziale presenta un andamento piuttosto diversificato al suo interno, con le vendite di capannoni (- 3,5%) e quelle degli uffici (- 1,7%) in calo, rispetto al buon progresso dei contratti che riguardano i negozi (+ 2,7%) che invece chiudono l'anno in positivo. Insomma, anche per il 2015 starebbe proseguendo la buona crescita delle compravendite dei negozi, seppur in misura minore rispetto a quanto non fosse avvenuto nel corso del 2014, quando il progresso nella vendita di settore fu pari al 2,7%. In termini assoluti, oggi il dato passa da 22.271 unità, a 22.869 unità. Tra le macro aree territoriale, a far peggio nel settore è sicuramente il nord est, che perde lo 0,8%, mentre le altre zone mostrano dati in crescita, passando dal + 2,7% del nord ovest al + 3,3% del sud, al + 4% delle isole e, quindi, al + 4,3% del centro. A deludere è invece il settore degli uffici, che nel corso del 2015 ha perso l'1,7%, segnando il decimo calo annuale consecutivo. In questo caso, il trend sulla base delle macro aree è ben più diversificato di quanto non si sia potuto riscontrare in relazione ai negozi, considerato che il sud e il nord est perdono ben il 12,8% e l'8,3%, mentre il centro e le isole chiudono l'anno con una prestazione in crescita dell'8%. Lieve aumento, pari allo 0,6%, per il nord ovest. Chiudiamo infine con un breve approfondimento sui capannoni. Dopo il rialzo riscontrato nel corso del 2014, il settore dei capannoni torna a chiudere l'anno con un segno negativo, pari a 9.300 transazioni, in flessione del 3,5% rispetto all'anno precedente. Per quanto attiene la distribuzione del mercato su aree territoriali, la regione maggiormente interessata dal fenomeno è la Lombardia, che rappresenta ad oggi quasi il 28% del totale degli scambi nazionali, seguita dal Veneto, dall'Emilia Romagna e dal Piemonte. Le regioni del nord hanno chiuso il 2015 con dei dati negativi (con la sola eccezione del Friuli Venezia giulia), mentre nelle isole e nelle regioni del centro sud le compravendite sono risultate in incremento rispettivamente pari al + 6,7% e al + 6,6%.

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