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Italiani sempre più attratti dalla nuda proprietà

L’interesse nei confronti della nuda proprietà? In Italia, complice anche la lunga crisi cui è sottoposto il settore, è sempre maggiore. Tanto che secondo quanto affermano gli ultimi dati dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, emergerebbe come la maggior parte dei venditori di immobili (una quota pari all’85,2 per cento) lo farebbe per poter reperire della liquidità in grado di far conservar loro un ambito tenore di vita, oppure per poter far fronte a esigenze che sono legate dall’età e a volte per poter aiutare i propri figli a procedere lungo l’operazione di acquisto della propria casa. Solamente nel 12,3 per cento dei casi, invece, la vendita dell’appartamento sottointende il miglioramento della propria qualità abitativa.

In aggiunta a quanto sopra appena ricordato, rammentiamo come il 79 per cento degli acquisti appartenenti a tale tipologia sembra essere finalizzato all’investimento di lungo termine, e che solamente il 21 per cento riguarderebbe l’abitazione principale. Gli acquirenti hanno una età anagrafica compresa tra i 35 e i 54 anni nel 64,2 per cento dei casi, mentre i proprietari hanno un’età anagrafica superiore ai 64 anni nel 77,5 per cento dei casi.

Ulteriormente, dal dossier statistico è emerso che le tipologie maggiormente oggetto di scambio con la già ricordata formula della nuda proprietà sarebbero i trilocali, in grado di assorbire il 30,7 per cento delle preferenze, e i quadrilocali, che si aggiudicano più o meno la stessa quota. Per quanto attiene i disinvestimenti immobiliari, il peso medio della quota di asset immobiliari nei portafogli delle famiglie italiane è oggi pari al 40-60 per cento di media, con un valore che nel corso del tempo è riuscito a mantenersi stabile. Un dato che viene ribadito da una recente osservazione condotta da PwC, secondo cui il mattone rimane sempre fortemente presente all’interno dei portafogli di investimento, con elemento che è ancora ribadito dal fatto che il 50 per cento dei risparmiatori detiene almeno una proprietà immobiliare, con preferenza per la prima casa.

Appare però anche evidente come negli ultimi tempi, il sentimento degli italiani nel comparto sarebbe camb8iato in negativo: in un contesto sempre più contraddistinto da rendimenti finanziari in calo e tassi nulli, e in cui la crisi finanziaria ha impattato gravemente sull’economia reale, il 60 per cento dei risparmiatori italiani afferma di mostrare un concreto scetticismo nei confronti dell’investimento di natura immobiliare.

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