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SPERIAMO SIA L'ANNO DELLA PREVENZIONE SISMICA

SPERIAMO SIA L'ANNO DELLA PREVENZIONE SISMICA

SISMABONUS

Ci sono tematiche che in particolari periodi prevalgono sugli altri per l’attenzione dei media, per l’emanazione di norme specifiche, per l’interesse della gente.

Come in passato per altri temi, non ci sono dubbi che il tema della prevenzione sismica e della ricostruzione dei territori del Centro Italia più volte colpiti dal sisma, meriterebbe oggi tutta l’attenzione possibile.

La recente revisione delle Norme Tecniche per le Costruzioni, il SISMABONUS e relativa Classificazione Sismica, nonché la rassegna delle 10 Soluzioni Innovative Antisimiche sviluppate dai partner europei del progetto INSYSME, il focus sul Complesso Edilizio pilota di Spoleto (–un esempio di social housing di qualità con le migliori soluzioni costruttive disponibili, dal punto di vista della certificazione energetica e della sicurezza sismica ) parrebbero essere sono gli ingredienti giusti per una valida ricetta per la ricostruzione del Centro Italia .

Ricerca, soluzioni conformi, sistemi innovativi, finanziamenti ed incentivi fiscali, norme tecniche, la scelta degli ingredienti della ricostruzione si sta dunque perfezionando?

CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI

Il 28 febbraio scorso, il Ministro Delrio ha emanato il Decreto sulle Linee Guida per la Classificazione di rischio sismico delle costruzioni, che ha dato attuazione alle misure di agevolazione fiscale del sismabonus, previsto nella Legge di Bilancio 2017 e operativo dal 1° marzo ( http://www.ingegneriasismicaitaliana.com/it/45/news/980/classificazione-sismica-pronte-le-linee-guida-per-gli-edifici )

Dal 1° marzo è quindi possibile accedere al sismabonus tramite la classificazione del rischio sismico del proprio edificio (anche condomini e fabbricati produttivi o commerciali) ; le linee guida emanate permettono di tradurre in una classe di rischio la valutazione di sicurezza effettuata sull’edificio.

Linee Guida hanno finalmente visto la luce, con la definizione di otto Classi di Rischio, con rischio crescente dalla lettera A+ (minor rischio) alla lettera G (maggior rischio).

La definizione della classe di appartenenza di un edificio può essere eseguita secondo due metodi, tra loro alternativi, uno convenzionale e l’altro semplificato, quest’ultimo però con un ambito applicativo limitato alla valutazione solo degli edifici in muratura.

Per ottenere il sismabonus è possibile ritenere valido il passaggio alla Classe di Rischio immediatamente superiore eseguendo gli interventi di adeguamento necessari e valutati dai tecnici . Preliminare e necessaria la classificazione sismica del fabbricato.

Il patrimonio edilizio italiano è estremamente variegato e ogni professionista dovrà valutare al meglio le possibilità; non solo come mero esercizio di calcolo, ma con una buona analisi costi-benefici è dovrà spiegare “numeri alla mano” al committente i vantaggi di un intervento. Non va dimenticato infatti che ogni classificazione e quindi intervento è la conseguenza di una valutazione di sicurezza eseguita ai sensi delle Norme Tecniche per le Costruzioni, quindi fondamentale il ruolo del professionista per valutare e quindi cercare la soluzione migliore ed adeguata per attuare anche la prevenzione attraverso gli interventi di miglioramento sismico.

ATTUAZIONE DEL SISMABONUS, L’INCENTIVO FISCALE PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO

Per partire con il piede giusto per la ricostruzione; resta però necessario elaborare in primis correttamente il tema della pianificazione del territorio per la sua rigenerazione, nel rispetto dell’identità di un paese come l'Italia fortemente storicizzato e con una grande sapienza costruttiva , soprattutto con metodi tradizionali come la muratura , che rischia di andare perduta schiacciata da crisi , mancata gestione del territorio e scarsa chiarezza normativa.

Poi è la leva fiscale che deve incentivare la “rottamazione dei vecchi fabbricati” e il loro adeguamento e laddove necessario la loro demolizione e ricostruzione, con edifici di “nuova generazione” . Questa seconda possibilità, dovrebbe essere ulteriormente incentivata , in considerazione del fatto che in taluni casi i costi per gli interventi di miglioramento sismico degli edifici, potrebbero essere ben superiori ai costi per la piena conformità sismica (adeguamento) che si otterrebbe con la demolizione e ricostruzione.

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