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, Redazione

Urban Sprawl, ogni giorni persi 70 ettari

Pochi numeri bastano ad indicare come il nostro pianeta sia repentinamente cambiato nel corso degli ultimi decenni.

L’edilizia in Europa si occupa del 40% del consumo di energia primaria per lo più non rinnovabile.

Il consumo energetico è aumentato del 50% rispetto al 1980, andando contro la tendenza rispetto all'industria che invece registra per il medesimo periodo un meno 11%.

I dati di cui stiamo parlando possono essere trasposti nella realtà italiana, alla quale va aggiunto il consumo relativo al raffrescamento degli edifici .

Tutto ciò è venuto fuori di recente, ovvero il 9 aprile 2014 durante la seconda edizione del Forum Abitare Verde, promosso dall'associazione Pentapolis Onlus, a Roma presso la Casa dell'Architettura.

Tutti i dati riportati sono contenuti nella ricerca che Pentapolis ha realizzato assieme a Inbar, Istituto Nazionale di Bio Architettura, mirata a focalizzare quali sono i costi e quali opportunità del costruire green.

Stando alla ricerca condotta, circa più dell'80% delle abitazioni è certificato nell'ultima classe energetica, ovvero la "G", e, inoltre, 2 milioni di abitazioni sono in precario stato di conservazione, tanto che oltre il 40% richiede interventi di manutenzione straordinaria.

Al di là di questi dati allarmanti, ha spiegato Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Onlus, dalla ricerca è venuto fuori anche che in Italia ogni giorno vengono perduti circa 70 ettari di territorio. Tale area, a ben vedere, rappresenta la superficie di una grande città, che avrebbero potuto produrre 450.000 tonnellate di cereali e farci risparmiare 90 milioni di euro d’importazioni agricole ed alimentari; ma in Europa c'è chi addirittura fa peggio di noi: Gli Stati membri dell’UE con la percentuale più elevata di territorio nazionale impermeabilizzato (superiore al 5 %), sono:

  1. Paesi Bassi
  2. Belgio
  3. Germania
  4. Lussemburgo

Questo fenomeno di sfruttamento incondizionato e slegato da una reale necessità di terra prende il nome di "Urban Sprawl" dove l'unica necessità di distruggere le aree rurali confinanti con la città e quella dettata dall'’interesse economico del costruire: negli Usa ad esempio, dove il fenomeno dell’urban sprawl è all’attenzione degli studiosi da anni, si calcola che tra il 1982 e il 1997 la superficie urbanizzata di New York sia cresciuta del 30% a fronte di un aumento di popolazione del 3%.

A questi poi devono essere aggiunti tutti i costi per gestire l’acqua che non viene più assorbita dal terreno reso impermeabile. Si fa riferimento ad un totale di circa 150 milioni l’anno di danni causati dal dissesto idrogeologico.

"Isola di Calore Urbano"

Un altro effetto negativo è causato infine dall'abbattimento di alberi e piante e dalla cementificazione dei suoli non edificati che provvedono a rendere più fresche le città durante il periodo estivo, al contrario le superfici scure di asfalto e cemento assorbono il calore, creando il fenomeno dell' “Isola di Calore Urbano”.

Tutto ciò non fa che innalzare i consumi energetici ne periodo estivo , Studi Americani hanno dimostrato come per ogni grado di temperatura dell’aria che aumenta, si riflette un aumento dei consumi elettrici tra lo 0,45 % e l’8,0 %.

Per imparare a vivere ad impatto zero è dunque necessario ed importante che tutte le fasi del ciclo costruttivo risultino sostenibili, dalla pianificazione, al momento della realizzazione dell’opera, fino a giungere alla sua dismissione.

L'urban sprawl secondo dati più recenti si conferma come un fenomeno in continua crescita, solo nei prossimi 40 anni l'area totale coperta dalle città sarà destinata a triplicarsi, sostituendo le campagne e minacciando la sostenibilità del pianeta. Esperti confermano come la popolazione urbana, che si stima essere intorno ai 3,9 miliardi di persone, entro il 2050 raggiungerà i 6,34 miliardi di persone su una popolazione globale di 9,5 miliardi. L'urban sprawl se non contenuto con delle politiche di urbanizzazione mirate si rivelerà come la più concreta sfida alla sostenibilità del pianeta.

Urban sprawl ed urbanizzazione di una citta

Rendere lo spazio urbano migliore


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