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Dove conviene comprare casa in Europa nel 2019

L'Europa ha conquistato 11 dei primi 20 posti nella classifica delle città con i maggiori aumenti di prezzo immobiliare nel corso dell’ultimo trimestre, stando almeno a quanto afferma un recente report curato dalla nota e apprezzata agenzia immobiliare Knight Frank. In particolare, i prezzi sono saliti di oltre il 14% rispetto all'anno precedente a Berlino, Rotterdam e Budapest: tre località nelle quali sarebbe convenuto investire negli ultimi 12 mesi, almeno a considerare i tassi di rendimento ora sintetizzati. E per il prossimo futuro?

Secondo l’analisi compiuta da Knight Frank, i dati nell'UE confermano i risultati positivi che erano stati preventivati nel corso di alcune precedenti analisi, mostrando come i prezzi delle case siano aumentati in media del 4,7% in tutto il blocco continentale nell’ultimo trimestre, la più alta crescita dei prezzi dalla fine del 2007, quando la crisi finanziaria globale stava per esplodere.

Come risulta facilmente intuibile, la domanda è stata alimentata dai bassi tassi di interesse oggi disponibili all’interno del sistema creditizio internazionale,, dal miglioramento del mercato del lavoro, dall'aumento della fiducia dei consumatori e dal crescente interesse degli acquirenti stranieri. Allo stesso tempo, non sfugge come il numero di nuove case in costruzione sia diminuito, contribuendo a dipingere un quadro, del mercato immobiliare, particolarmente frastagliato.

Un esempio lampante di questa tendenza è la Spagna, dove ogni anno vengono oramai costruite circa 55.000 nuove case, contro le 735.000 unità che erano state costruite nel 2006, prima che l'economia del Paese fosse scossa da una profonda crisi del debito. A proposito di Spagna, nell’ultimo anno i prezzi sono aumentati del 10% a Madrid, rendendola così una delle aree a più forte crescita in tutto il territorio continentale.

Madrid si candida dunque ad essere un'area chiave per il real estate internazionale del vecchio Continente, valutato che anche qui l'economia è migliorata significativamente e che un sacco di attività commerciali stanno alimentando il lato residenziale. A confortare il tutto, anche il fatto che sta crescendo l'interesse da parte dei compratori europei e alcuni anche dall'America Latina.

Per quanto attiene le altre località, appare evidente come anche Dublino si stia riprendendo dopo lo scoppio di una grande bolla immobiliare durante la crisi finanziaria. Nel corso dell’ultimo trimestre i prezzi sono saliti di quasi il 12% rispetto a quanto avvenne nello stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto concerne il futuro a breve termine, è possibile che i prezzi in luoghi come l'Irlanda e la Spagna possano crescere ancora, visto e considerato che nonostante le impennate più recenti, si collocano ancora al di sotto del picco pre-crisi, e che dunque l’incremento ottenuto, per quanto in termini percentuali non certo sottovalutabile, è comunque effettuato partendo da una base piuttosto bassa in termini relativi.

Chiarito quanto sopra, non sfugge al report della società immobiliare il fatto che l'Europa stia vedendo anche una rinascita delle piccole città, a causa del crescente interesse da parte dei giovani acquirenti. Rispetto alle megalopoli globali più costose e congestionate, le città storiche europee con un'impronta più piccola sotto il profilo demografico possono infatti offrire ai residenti pendolari un costo della vita più basso e un'alta qualità della propria esistenza.

Detto ciò, ci sono purtroppo alcuni outsider. I dati dell'UE mostrano infatti che i prezzi in Italia e in alcuni Paesi nordici faticano a salire e in diverse macro aree stanno ancora calando. Knight Frank stima che i prezzi in alcune realtà urbane italiane siano ancora contraddistinte con un deciso segno negativo, ma come invece alcune realtà come Milano si stiano allineando alle best practices europee, a conferma di una discreta frammentazione del territorio immobiliare della Penisola.

Anche il costoso mercato immobiliare londinese sta subendo qualche scossone, considerato che Brexit e nuove tasse hanno spaventato gli acquirenti.

Rimane ora da capire che cosa succederà nel corso del prossimo futuro a breve termine. La fine del programma di stimoli da 2,5 trilioni di euro, supportando (forse) un sostenibile aumento dei tassi di interesse già nel 2019, rendendo i mutui gradualmente più costosi. Prima che avvenga ciò, sottolineano gli analisti della società immobiliare, i compratori potrebbero cercare di bloccare gli acquisti in tempi non sospetti, contribuendo all'attuale forza del mercato.

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