Cosa sta accadendo nel mercato immobiliare cinese cè il rischio di una bolla?

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Nelle ultime settimane si è parlato in misura crescente di quanto sta accadendo in Cina e, in particolar modo, al fondo Evergrande. Un fondo immobiliare con numeri giganteschi che, stando alla frammentate notizie che arrivano da Pechino, non sarebbe certo in ottime condizioni di salute.

Tuttavia, quel che si sta manifestando in questi giorni, è che Evergrande e le sue difficoltà sarebbero solamente la punta di un iceberg molto più profondo. Tanto che, secondo alcuni analisti, in Cina è tutto il mercato immobiliare ad essere vicino al collasso, con una fotografia ben testimonianza dalla crescente presenza di quartieri e intere città praticamente disabitate.

Sempre in tal senso, un recente studio condotto da Rhodium Group sostiene come più di 90 milioni di appartamenti siano oggi completamente vuoti, e che interi palazzi e grattacieli – che teoricamente dovrebbero ospitare migliaia di appartamenti – sono sfitti o invenduti. Uno degli esempi più lampanti di tutto ciò si chiama New Town: un progetto abitativo che avrebbe in teoria dovuto ospitare circa mezzo milione di residenti, e che invece è oggi una città satellite completamente disabitata, considerato che nella “nuova città” non ci vive, letteralmente, nessuno.

Ma perché si è arrivati a questa situazione?

La crisi del mercato immobiliare cinese parte da lontano

Per comprendere quali siano le origini della crisi del mercato immobiliare cinese conviene partire da lontano. O, almeno, riassumere quello che è accaduto negli ultimi 15 anni, quando il sistema bancario ha finanziato in misura eccedente alle necessità il settore immobiliare del Paese asiatiche.

Le grandi imprese nazionali, spinte da un regime fiscale particolarmente conveniente e agevolato, hanno dunque iniziato a costruire migliaia e migliaia di appartamenti, uffici e altre strutture immobiliari, in cui poi nessuno è andato ad abitare. Da una parte la speculazione sul settore immobiliare (che pesa per quasi un terzo del Pi), dall’altro il rallentamento della crescita demografica, hanno fatto il resto.

Cosa accadrà al mercato immobiliare cinese

A questo punto sono numerosi gli analisti che si domandano che cosa accadrà al mercato immobiliare cinese, e se il crollo del settore possa o meno provocare un forte impatto sull’economia cinese, considerato il già rammentato peso del mattone sul prodotto interno lordo del Paese asiatico.

Ebbene, è proprio in questo contesto poco florido che si inserisce la crisi di Evergrande, il maggiore sviluppatore di progetti immobiliari della nazione, che ha accumulato più di 300 miliardi di dollari di debiti attraverso immobili costruiti in un mercato che non può più assorbirli.

Dunque, la bolla del mercato immobiliare cinese si sarebbe in realtà creata fin dalla crisi finanziaria del 2008, quando il governo scelse di adottare delle significative manovre di stimolo economico al fine di supportare il Paese. L’idea del governo cinese fu quella di creare molta liquidità al fine di mantenere alti gli investimenti e tutelare in questo modo l’occupazione.

Effettivamente, il programma dell’esecutivo risultò essere particolarmente valido, tanto che l’economia crebbe quasi subito, soprattutto nel settore degli immobili. Purtroppo, però, alla crescita corrispose anche una diffusa speculazione, i cui risultati sono oggi visibili: un sovraccarico di immobili e l’impossibilità di smaltirli.

Negli anni successivi la Cina ha costruito nuove case, vere e proprie nuove città che potrebbero ospitare centinaia di migliaia di abitanti, qualora vi fosse la necessità.

Di fronte a questa situazione potenzialmente esplosiva il governo di Pechino sta ponendo in essere diversi interventi che siano finalizzati a limitare i danni provocati dal crollo di Evergrande e della crisi del real estate. Nel frattempo, però, un quinto di tutte le abitazioni cinesi rimane vuoto – afferma un recente dossier a cura dell’Economist, lasciando dunque ben intendere quanto siano profonde le difficoltà del mercato immobiliare del più popoloso Paese del mondo.

Crisi immobiliare cinese, quali riflessi per il nostro mercato

Ma la crisi del mercato immobiliare cinese potrebbe scatenare una reazione a catena e, dunque, interessare anche il nostro mercato immobiliare?

In realtà, è molto difficile cercare di immaginare quel che potrebbe succedere nel corso dei prossimi giorni, settimane o mesi. Ed è anche difficile stimare quali saranno le effettive mosse del governo cinese. Quel che è certo è che l’intera vicenda legata a Evergrande deve essere seguita con particolare attenzione. Di fatti, anche se attualmente il problema è confinato all’interno dei recinti cinesi, è anche vero che le recenti crisi hanno dimostrato che i contagi possono diffondersi molto più rapidamente di quanto sia possibile prevedere.

Dunque, suggeriscono gli analisti, è bene mantenere elevata l’attenzione, senza tuttavia esagerare con i ricorsi storici. Il riferimento di molti osservatori è legato alla tentazione di creare un parallelismo tra la difficoltà di Evegrande e quella di Lehman Brothers, che ha poi condotto al crack dell’operatore.

Si tratta, tuttavia, di due casi completamente diversi. Da una parte parliamo di una banca di investimento (Lehman Brothers). Dall’altra parte di una società principalmente immobiliare, che tra le determinanti delle sue criticità deve sicuramente attribuire l’errore di aver investito in maniera eccessiva in un mercato che era già in fase di saturazione e la cui domanda non si è poi più concretizzata. Un errore che peraltro nel vecchio Continente è già stato commesso e che forse trova l’Europa più preparata dinanzi a questi rischi, proprio a causa di tale pregresso.

Dunque, anche ammesso che si arrivi a questo punto, l’eventuale fallimento di Evergrande potrebbe non avere ripercussioni gravi sui mercati occidentali, mentre potrebbe averli molto pesanti sulle realtà geograficamente più vicine.

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