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Il mercato immobiliare inglese teme le elezioni: prezzi in calo

Il numero di immobili che stanno approdando sul mercato immobiliare del Regno Unito sta diminuendo al suo tasso più veloce da un decennio a questa parte. Evidentemente, sostengono gli analisti, a giocare un ruolo sfavorevole in questo contesto sono le elezioni generali in corso di arrivo il prossimo mese, che scoraggiano i venditori dal ricercare la conclusione di un’operazione immobiliare nel brevissimo tempo.

Stando a quanto suggerisce la più recente analisi di Rightmove, infatti, il prezzo medio è sceso di 3.900 sterline a novembre - l'equivalente di un calo dell'1 per cento rispetto al mese precedente. Il sito web operante nel settore immobiliare ha anche affermato che il numero di nuovi annunci immobiliari è sceso di quasi il 15 per cento rispetto al periodo di confronto precedente, in quello che è stato il più grande crollo su base annua in qualsiasi mese dall'agosto 2009. In Gran Bretagna, il prezzo medio richiesto per un appartamento è ora pari a 302.808 sterline.

Miles Shipside, direttore di Rightmove, ha ricordato che le elezioni normalmente frenano l'attività immobiliare, perché l'incertezza provoca un certo grado di esitazione, ma queste elezioni sono state in realtà deliberate proprio per cercare di sbloccare la situazione di stallo. Una prospettiva più certa, qualunque essa sia, sarebbe un cambiamento gradito per coloro che stanno pensando di muoversi – ha aggiunto poi Shipside.

Sebbene la richiesta di prezzi immobiliari in genere scenda nel periodo che precede il Natale, il grande calo del numero di potenziali venditori potrebbe essere dovuto al comportamento delle persone, in attesa di vedere se chi vince le elezioni continuerà o meno a riformare l'imposta di bollo e quindi a ridurre i costi di compimento di un’operazione di compravendita immobiliare. Se la riluttanza a vendere dovesse continuare anche nella stagione delle vendite primaverili del prossimo anno, avrebbe effetti a catena per tutto il 2020, ha avvertito Rightmove.

Il report mensile diramato dalla società di consulenza immobiliare afferma che, nonostante la difficile situazione, il numero di vendite è diminuito solo del 2,9 per cento rispetto al 2018, riflettendo così un passo indietro piuttosto contenuto rispetto a quelle che erano le più nefaste previsioni. "Il nostro sondaggio mensile sul mercato immobiliare mostra una chiara tendenza all'esitazione per i potenziali venditori", ha detto Shipside. "Nonostante questo, i compratori stanno continuando con i loro piani di acquisto, con il numero di vendite concordate solo marginalmente in calo rispetto a un anno fa".

Rightmove rileva infine che la domanda di case unifamiliari più grandi, con quattro o più camere da letto e con un costo di oltre 500.000 sterline, è stata più resistente rispetto agli altri settori del mercato immobiliare residenziale, con vendita in calo dell'1,4 per cento rispetto a un anno fa, in quanto gli acquirenti beneficiano di prezzi più bassi dell'1,2 per cento su base annua.

Glynis Frew, l'amministratore delegato dell'agenzia immobiliare Hunters, ha aggiunto affermando che "la performance relativamente forte del mercato familiare dimostra che le attività immobiliari sono dei processi che trascendono Brexit. Le persone si sposano, hanno figli e si assicurano sempre nuovi posti di lavoro" – ha poi concluso.

londra

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