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Fisco sulla casa, le proposte di Confedilizia

In Italia ammontano a 50 miliardi di euro le tasse che gravano sugli immobili, di cui 9 miliardi per tributi reddituali, 21 miliardi per imposte patrimoniali (Imu, Tasi), 9 miliardi per tributi sui trasferimenti, 1 miliardo per i tributi indiretti sulle locazioni, 10,6 miliari per altri tributi.

Un ammontare rilevante che, pur non rappresentando certamente l’unico aspetto di rilievo problematico, è comunque una grande criticità. “Soprattutto da quando un governo tecnico ha fatto un’operazione molto pesante sull’immobiliare, in particolare sulla proprietà immobiliare, ma con effetti su tutti gli altri” – ha affermato Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.

Il numero 1 della confederazione ha poi rammentato che unitamente ad altre associazioni sono state avanzate alcune proposte. “prima riguarda la riduzione del carico fiscale sugli immobili. Come settore chiediamo che venga corretto quell’errore che è stato fatto nel 2011. L’ultima, che si lega alla prima, è l’istituzione all’interno del governo di una cabina di regia per lo sviluppo immobiliare, la casa e l’edilizia. La richiesta ha una finalità molto specifica che è quella di far capire alla politica, ma anche a tanti operatori della comunicazione, che l’immobiliare è un settore innanzitutto ed è un settore importante che crea ricchezza” – ha infatti precisato Spaziani Testa parlando a Immonext 2018.

Il presidente di Confedilizia si è poi soffermato sullo scenario politico, condizionato dal fatto di credere che il problema immobiliare si risolva con la prima casa. “Non è questo il modo di guardare all’immobiliare. Cerchiamo di far capire innanzitutto alla politica, ma anche a chi fa informazione, che l’immobiliare è un settore, è grande, è fatto di tanti soggetti, è un settore che fa crescere il Pil” – ha di fatti aggiunto Spaziani Testa, affermando poi che si deve comprendere che i lsettore immobiliare quando va bene, non è bloccato, non è limitato da Fisco e normative, produce Pil, crescita e posti di lavoro. Di contro, “quando invece queste politiche sono negative, come è accaduto negli ultimi tempi, l’effetto è opposto: si perdono posti di lavoro e si chiudono imprese. Vogliamo innanzitutto far capire questo e poi vogliamo che venga creato un responsabile”.

Tra le altre proposte avanzate c’è la cedolare secca sugli affitti non abitativi, le agevolazioni per le permute immobiliari, le misure di rilancio, di stimolo e di incentivo, e ancora la difesa dell’affitto breve e della locazione turistica. Chissà se, e quante di queste proposte, giungeranno all’effettiva attenzione del nuovo esecutivo.

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