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Mercato immobiliare di provincia in ripresa? Ecco la verità, città per città

Nomisma ha pubblicato un dossier che aggiorna i dati sul mercato immobiliare dei capoluoghi di provincia alla fine del 2015. Un dossier che manifesta una buona ripresa del comparto immobiliare italiano, pur con qualche evidente differenza a seconda delle zone della Penisola. Ma dove è possibile trarre i giudizi più soddisfacenti, e quelli meno positivi?

I prezzi, da Perugia a Brescia

Ragionando in termini di valori al metro quadro, per gli usati, la mappa d'Italia manifesta un trend ancora negativo, pur in attenuazione. E così la prestazione migliore si rivela essere quella di Perugia, con un passo indietro delle quotazioni di soli 0,2 punti percentuali (poco meglio di Novara, - 0,6% e di Trieste, - 0,8%). All'altro capo ci sono invece scivoloni più corposi come quelli di Messina e, soprattutto, di Brescia (- 4,3%). Complessivamente, i prezzi sono calati del 2% a 1.475 euro a metro quadro di media nazionale. A proposito di prezzi per l'usato, la città più cara tra i capoluoghi di provincia (non di regione) è Salerno, con una media di 2.246 euro per metro quadro.

Tempi medi di vendita

Per quanto concerne la classifica dei tempi medi di vendita all'interno dei principali capoluoghi di provincia, il record di velocità appartiene a Salerno, con una attesa media di 7 mesi. Di contro, bisogna faticare un pò di più a Brescia, dove i mesi di attesa media diventano 10. A livello nazionale, per quanto concerne la media dei capoluoghi di provincia, l'attesa è di 8,7 mesi.

Andamento delle compravendite

Giungiamo infine ai dati sull'andamento delle compravendite. Se a livello nazionale, tra i capoluoghi di provincia, il dato è cresciuto del 9,2%, occorre pur sempre ricordare che non tutte le città hanno fornito un contributo positivo. A Parma, ad esempio, le compravendite nel 2015 sono diminuite dell'1,2%. Di ben altro tenore l'andamento ad Ancona, dove il trend è stato crescente per il 20,3%, davanti al pur forte incremento di Salerno (18%) e a quello di Trieste (17,3%).

E gli sconti?

Giungiamo infine ai dati sugli sconti medi applicati in sede di conclusione delle trattative. Il dato risulta essere in attenuazione, segno che gli immobili arrivano sul mercato già con quotazioni più simili alla "realtà", ma è comunque possibile spuntare una media del 17,6% nei capoluoghi di provincia, con punte del 20% a Taranto, e bassi del 15,5% a Novara.

Compravendite in calo in Campania


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