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Giovani architetti, ingegneri e geologi in Toscana

Il 21 marzo a Firenze, architetti, agronomi, geologi e ingegneri toscani si sono incontrati il 21 marzo scorso a Firenze, per discutere sul ruolo delle professioni tecniche nell’uscita della crisi.

I temi che sono stati toccati nel corso dell’incontro “Focus sul Mercato dei Lavori pubblici”, che si è tenuto a Firenze presso l’auditorium “Cosimo Ridolfi”, sono: difficoltà di accesso al mercato dei lavori pubblici, difficoltà professionali per i neolaureati, crisi dell'edilizia, rischio idrogeologico e messa in sicurezza degli edifici.

I professionisti toscani hanno chiesto una revisione della normativa che va ad escludere le gare d’appalto per le opere pubbliche di molti colleghi, galvanizzando soprattutto i giovani, senza garanzie di standard di qualità sul lavoro.

E’ stato, dunque, denunciato che tra gli ingegneri, architetti e geologi solo una percentuale minima, l'1,4%, ha più di 5 dipendenti e può rispettare i requisiti per accedere ai bandi di gara.

A seguito della crisi le opportunità lavorative per i professionisti tecnici sono diminuite, e stanno aumentando i casi di Comuni che pubblicano bandi che prevedono compensi minimi per i professionisti o addirittura solamente rimborsi spese. A ciò si aggiungono le carenze nella legislazione dopo l'abrogazione delle tariffe minime.

Maria Teresa Fagioli, la presidentessa dell’ordine dei Geologi della Toscana, ha commentato quanto segue: “La problematica dei rapporti tra professioni tecniche e mercato dei lavori pubblici potrebbe apparire tema settoriale, quasi lobbistico, rigorosamente ristretto agli addetti ai lavori. Ma così non è. Basti pensare alla difficoltà dei neolaureati per inserirsi nel mondo del lavoro, alla contrazione del settore edilizio ad alle sue gravi conseguenze occupazionali, all’urgenza di por mano alla manutenzione idrogeologica del territorio, alla miriade di edifici pubblici da mettere in sicurezza ed alla necessità di farlo efficientemente e con trasparenza. Una famiglia che manda i figli all’università si attende ragionevolmente che i suoi sacrifici siano un investimento a lungo termine, ma solo un mercato trasparente, esigente e ben regolamentato degli sbocchi lavorativi dell’impegno accademico può garantire ciò”.

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Lavori pubblici e crisi


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