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, Roberto

Mercato immobiliare, ecco il profilo dell'investitore - tipo

Il mercato immobiliare italiano è in tiepida ripresa. Tuttavia, è bene ricordare come anche negli anni più bui, il real estate si sia contraddistinto per operazioni particolarmente convenienti, che poggiavano la propria profittabilità proprio sulla relativa bassa soglia delle proprietà immobiliari acquistate. Insomma, terreno particolarmente florido per gli investitori professionali (o quasi), che secondo quanto rivela una ricerca condotta dall'Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, hanno rappresentato negli ultimi anni il 16% di tutte le operazioni immobiliari effettuate all'interno della Penisola. E così, se è vero che la maggior parte degli acquisti immobiliari dell'ultimo anno ha pur sempre riguardato la prima casa (circa tre quarti delle transazioni) è anche vero che il numero delle case vacanze acquistate è in leggero aumento (7,4%) e che ha tenuto sostanzialmente posizione il numero di operazioni di investimento immobiliare. Ma a beneficio di chi?

Il profilo dell'investitore tipo

Stando a quanto rileva lo studio dell'operatore immobiliare, l'investitore tipo ha un'età compresa tra i 45 e i 54 anni: all'interno di tale fascia anagrafica verrebbero infatti assorbite circa un terzo delle operazioni complessive, davanti alla fascia anagrafica immediatamente più giovane (35 - 44 anni) che si aggiudicherebbe invece una fetta di mercato del 27,7%. Ne deriva che, complessivamente, i cittadini italiani tra i 35 e i 54 anni realizzano circa 6 operazioni immobiliari su 10. Per quanto concerne lo status, il 70% degli investitori sono coniugati, mentre il 30% riguarda single, divorziati, separati, vedovi. Uno sguardo di interesse è inoltre rivolto nei confronti della figura professionale ricoperta. Si scopre così che il 29,2% delle operazioni sono effettuate da investitori imprenditori, dirigenti o liberi professionisti, e che è immediatamente seguente la quota di impiegati (26,5%). Più distaccati sono invece i pensionati, con una quota del 14,8%. Emerge inoltre che il 77,3% degli investitori ha intaccato la propria liquidità per effettuare l'acquisto immobiliare, mentre il 22,7% ha ricorso a un mutuo bancario, domandando dunque il supporto di un istituto di credito. Infine, la ricerca sostiene come la tipologia di immobile più diffusa sia il bilocale, con una quota del 45,5%, contro il 34,7% dei trlocali. Calano invece gli investimenti in monolocali, che passano dal 9% del 2014 al solo 2% del 2015. Considerati che i prezzi sono calati, evidentemente gli investitori hanno preferito uno switch alla classe di "vani" immediatamente superiore.

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