mutui per precari e mutui per partiva iva: il 25% della forza lavoro

mutui per precari e mutui per partiva iva

Come va il mondo dei lavoratori precari e di quelli con partita iva? Per i giovani al giorno d'oggi è diventato un vero problema comprare casa in Italia, quindi non parliamo di chi non ha nemmeno un lavoro sicuro come chi ha un occupazione precaria o un lavoratore autonomo.

Pensate che questa tipologia di lavori, rappresenta il 25% della forza lavoro italiana e secondo le utile opinioni, iniziano ad essere considerati lavoratori a tutti gli effetti. Nonostante questo piccolo dettaglio le b anche non fanno altro che continuare a definirli dei "soggetti" poco sicuri.

Gli Istituti di credito guardano a questa tipologia di lavoratori come una fonte di "insicurezza" e di sospetto. Il fenomeno di certo non piace a chi lavora con serietà e in maniera professionale e poi viene trattato così. Secondo due broker popolari in Italia, le società bancarie in questo momento stanno prendendo seriamente in considerazione le domande di mutuo o finanziamento anche se il richiedente è un intestatario di partita iva.

In sostanza il precario riesce a ottenere il prestito solo se non è l'unico intestatario della pratica, inoltre pare che non tutti i precari siano uguali davanti alle banche quindi privilegi vanno solamente a una determinata categoria.

Molte persone purtroppo non riusciranno mai ad ottenere un mutuo visto la situazione attuale della nostra nazione.

Mutui per partita IVA e lavoratori autonomi

A differenza dei lavoratori dipendenti, le richieste di mutui con partita iva saranno molto più difficili da ottenere. Le banche sono molto scrupolose sui requisiti del richiedente e i mutui per partita iva non vengono rilasciati tanto frequentemente. La banca infatti è consapevole che a confronto di un lavoratore dipendente quello autonomo non ha la certezza della retribuzione fissa dello stipendio. Inoltre un'altra differenza importante è il TFR un'ulteriore garanzia per la banca ma di cui il lavoratore partita IVA ne è sprovvisto.

Nonostante questi limiti, il lavoratore autonomo può arrivare all'ottenimento del mutuo anche se risulta essere più difficile. In che modo?

Prima di tutto deve stabilire il suo reddito medio che verrà estrapolato dagli Unico dei due anni antecedenti, da quel reddito medio la banca riesce a concedere solitamente una rata del 20% del reddito medio.

Infatti se per i lavoratori dipendenti le banche concedono fino al 30% del loro stipendio, con i lavoratori autonomi tendono a non azzardare troppo nella concessione dei mutui per chi ha la partita iva.

Più si abbassa la percentuale dell'importo dell'immobile richiesto più si ha la possibilità di ottenerlo, senza ulteriori garanzie, infatti la maggior parte delle banche per queste situazioni richiede un terzo elemento: il garante e ovviamente tende a ipotecare l'immobile che nel caso di insolvenza avrà le sue garanzie.

Mutui per precari

Il lavoro precario purtroppo è molto diffuso in Italia e tantissime persone si trovano in grandi difficoltà nell'acquisto di un immobile. La maggior parte dei casi di richieste di mutui per lavoratori precari hanno esiti negativi, ma alcune volte vale la pena tentare.

Vediamo prima le situazioni in cui NON vale la pena tentare di chiedere mutuo per lavoratore precario:

- Contratto a chiamata.

- Contratti a tempo determinato discontinui (specialmente se tra un lavoro e l'altro passano più di sei mesi)

- Contratto con scadenza imminente.

Le situazioni in cui tentare di chiedere mutui per precari è lecito invece è quando il lavoratore precario che lavorato almeno 18 mesi negli ultimi due anni e risulta impegato continuativamente negli ultimi 6 mesi.

Inoltre è indispensabile che il contratto in corso abbia una durata residua di almeno 4 mesi, altrimenti se avesse una scandenza breve potrebbe essere un problema per la banca.

C'è da dire che la preoccupazione delle banche nella concessione dei mutui a precari e mutui a partita iva sono del tutto lecite, poichè come la banca stessa non ha alcuna garanzia sul rientro del prestito, così anche il mutuario, prima di procedere dovrebbe valutare bene i rischi dell'azione. Consigli e rischi mutuo prima casa sono rischiosi e problematici quindi bisognerà vagliare bene ed essere previdenti di fronte ad una decisione così importante.

Se i mutui per giovani lavoratori precari è un'utopia però, i mutui inpdap dipendenti pubblici precari potrebbero essere meno difficili da ottenere. Un esempio lecito sono le insegnanti non di ruolo. I mutui ai giovani precari per la prima casa sono difficili da ottenere, ma se fai l'insegnante, anche se non hai una cattedra assegnata potresti avere qualche possibilità in più: infatti se sei una supplente ma hai avuto contratti di lavoro che si sono ripetuti negli ultimi 5 anni, c'è la possibilita che il mutuo prima casa giovani precari venga accettato.

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